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Politica | 14 giugno 2018, 09:39

La revisione dello Statuto della Fondazione Crc mette in subbuglio il mondo politico cuneese

Da più parti sono giunte lamentele di scarsa trasparenza e poco confronto. A Cuneo e Mondovì è stata ventilata la convocazione ad hoc dei rispettivi Consigli comunali, ma poi non se n’è fatto nulla. Oggi, al Filatoio di Caraglio, si riunisce il Consiglio generale. Si procederà comunque alla votazione delle modifiche o il presidente Genta opterà per un rinvio?

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Lo avevamo detto e scritto in passate circostanze: la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo è sempre e comunque la madre di tutte le battaglie della politica cuneese, soprattutto in considerazione del fatto che resta l’ultima vera cassaforte della Granda.

La revisione dello Statuto, di cui l’opinione pubblica ha avuto notizia solo dopo le richieste di chiarimenti giunte dall’assessore regionale Alberto Valmaggia e da un documento stilato da una parte della maggioranza consiliare di Cuneo, ha messo in subbuglio il mondo politico.

In particolare, fa discutere non tanto il taglio in sé dei posti nel Consiglio Generale, quanto la riduzione di rappresentanza dei tre maggiori Comuni: Cuneo, Alba e Mondovì, oltre a quella della Provincia.

Dal municipio del capoluogo, tre gruppi di maggioranza, Cuneo Solidale Democratica, Centro per Cuneo e Pd, con l’eccezione di Crescere Insieme, hanno chiesto di “aprire un dialogo, al fine di coinvolgere il territorio in un confronto trasparente e collaborativo”.

Tra un anno si rinnovano i vertici della Fondazione e, al di là degli adempimenti richiesti dall’accordo Acri-Mef, nessuno si nasconde che le manovre politiche sono tutte già indirizzate a quella scadenza.

“La riduzione della rappresentatività di organi democraticamente eletti non ci può trovare d’accordo. Se infatti – scrivono i tre gruppi di maggioranza - il Consiglio di indirizzo deve rappresentare il territorio, chi, meglio degli amministratori eletti direttamente, può farlo? Riteniamo che ridurre il peso degli unici organi che sono stati votati dai cittadini per essere i loro rappresentanti, tolga agli stessi la possibilità di essere parte attiva all’interno della Fondazione”.

Nella giornata di ieri è stata valutata anche la possibilità di richiedere una seduta straordinaria ad hoc dei Consigli comunali di Cuneo e Mondovì per affrontare la questione, ma poi non se n’è fatto nulla.

Da questa mattina il Consiglio Generale è riunito al Filatoio di Caraglio: in mattinata c’è la visita alla struttura e tra un caffè e l’altro le diplomazie si attiveranno per cercare una mediazione.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo, si passerà alla seduta formale.

Lì si capirà se il presidente Giandomenico Genta, alla luce delle richieste pervenute, opterà per un rinvio oppure deciderà comunque di porre in votazione le modifiche, sapendo, in questo caso, che potrebbero esserci astensioni o voti contrari.

Uno Statuto approvato a maggioranza, in un contesto di polemiche o comunque di non unanimità, rappresenterebbe un vulnus per una realtà importante e “di tutti” qual è la Fondazione Crc.

Giampaolo Testa

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