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Sanità | giovedì 14 giugno 2018, 18:15

Fondazione Arco: la lotta vincente ai tumori si porta avanti nella Granda

Dal 2006 nel laboratorio di ricerca oncologica al Carle di Cuneo, con l’équipe di Marco Merlano. Nel congresso mondiale di Chicago i ricercatori cuneesi hanno confrontato i loro studi su immunoterapia e chemioterapici. “Oggi la ricerca scientifica all’interno dell’ospedale è indispensabile e non può essere disgiunta dalla clinica”. Con Arco l’Oncologia cuneese è tra le più avanzate d’Italia. E’ possibile sostenere l’attività del laboratorio con il 5X1000

Il convegno mondiale Asco a Chicago - Il dottor Marco Merlano direttore SC Oncologia di Cuneo

Anche l’Oncologia cuneese rappresentata da Marco Merlano al congresso  mondiale ASCO, conclusosi una settimana fa a Chicago. Uno dei meeting più importanti al mondo con i riflettori dei media puntati per le scoperte scientifiche all'avanguardia e che richiama ogni anno i migliori specialisti, 38 mila medici, il meglio dai vari paesi impegnati sull’obbiettivo comune: aumentare il numero di pazienti guariti.

Molte le conferme, riporta Merlano che lavora con la sua équipe nel laboratorio translazionale cuneese, inaugurato nel 2006 nel presidio del Carle, un centro di ricerca scientifica d’eccellenza, in dialogo con la ricerca internazionale, realizzato e sostenuto dalla Fondazione onlus Arco.

"A Chicago ci sono state conferme e novità interessanti “ sottolinea  il direttore della Struttura Complessa di Oncologia di Cuneo, citando uno studio francese di chemioterapia, condotto su pazienti operati di tumore del pancreas, trattati con la combinazione di tre chemioterapici, grazie ai quali si è ottenuto un netto miglioramento. Uno studio già sviluppato dal Gruppo oncologico Nord-Ovest (Gono) negli ospedali di Pisa, in quello di Cuneo e altre città italiane.

Sempre dal meeting, la conferma del miglioramento della prognosi di pazienti trattati con l’immunoterapia, uno dei cavalli di battaglia del laboratorio del Carle, che in questo ambito ha avviato studi già nel 2007.  

“L’immunoterapia non solo migliora la prognosi dei malati (purtroppo non di tutti) ma in quelli che ricadono dopo il suo uso, si è osservato una sensibilità molto maggiore alle terapie classiche (chemio e radio-terapia).

In circa  un paziente su tre trattati con questa terapia per tumore del polmone o della testa e collo, si è rilevata  una riduzione della malattia recidivata che può durare anche mesi, sottoponendosi a chemioterapia o, a volte, anche a piccole dosi di radioterapia. Tutto fa pensare che questo effetto si possa estendere anche a pazienti  in cura per altri tumori”.

Il ricercatore porta il caso di un paziente con tumore del cavo orale ricoverato nella struttura e  che, dopo una serie di fallimenti delle terapie classiche, sottoposto ad immunoterapia, ha avuto un miglioramento durato circa otto mesi e una maggiore risposta alle cure di radioterapia successive.

Sono in corso studi internazionali e, nel laboratorio del Carle sono partiti diversi progetti clinico-traslazionali, sulle due neoplasie più diffuse: il tumore della mammella e il tumore del colon per identificare le caratteristiche che rendono refrattari alla terapia immunologica queste neoplasie, salvo piccolissimi sottogruppi con particolari caratteristiche.

Per i tumori del colon, informa Merlano che  fa parte di importanti società scientifiche e che ha completato la formazione  oncologica in prestigiosi atenei americani come l’Università della Virginia e il Daba Faber Cancer della Haward medical Scool di Boston, si è in attesa del via libera dell’Istituto Superiore di Sanità e di Aifa per un altro studio denominato “Fit”  dove si combinano  gli effetti di  radioterapia, chemioterapia e immunoterapia. 

C’è già un finanziamento a copertura del 50% del costo. Per il rimanente si farà appello alla fondazione ARCO che supporta l’attività di ricerca nel polo cuneese.

Arco nasce per questo nel 2005, fondata da Chiara Astesano, Guido Bonino, Ornella Garrone, Marco Merlano, Maria Grazia Pettini, Mario Rosso e Franco Gasco. E’ diventata onlus nel 2009 con la mission “di portare nella Granda la ricerca scientifica in campo oncologico e offrire ai pazienti della Provincia il meglio delle cure disponibili”. 

Il direttore della S.C. di Oncologia è arrivato a Cuneo nel 1997.  Qui non esisteva ancora la ricerca all’interno dell’ospedale. “Oggi è  indispensabile. L’oncologia moderna non può essere fatta  senza queste strutture alle spalle e non può essere disgiunta dalla clinica”.

I costi sono molto alti: équipe specializzata, attrezzature, manutenzione: oltre 100 mila euro ogni anno. Una vera sfida trovarli.

Il laboratorio esiste e va avanti grazie alla Fondazione Arco che promuove e raccoglie finanziamenti da grandi contributori: fondazioni bancarie, aziende, enti, malati che sono stati in cura, persone che comprendono il valore della posta in pallio e sono disposte a sostenerlo.

Grazie a questi impegni l’Oncologia di Cuneo è  tra le più avanzate d’Italia e offre ai pazienti del territorio, ma non solo, le cure più innovative.

Chi lo desidera può donare il 5 x 1000 alla Fondazione ARCO – Cuneo C.F. 96070030042 o aiutare l’ onlus nella ricerca con una donazione: IBAN: IT22O0335901600100000112425

vilma brignone

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