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Eventi | 18 giugno 2018, 21:30

De Cataldo con Rea, le belle sorprese continuano con Carte da decifrare

Trascinati da musica e parole nelle avventure di Jay Dark e nei rivoluzionari psichedelici Anni Sessanta, sabato al Roccolo, i tanti convenuti hanno a lungo apprezzato con applausi non soltanto lo spettacolo in sé, ma anche il coraggio di chi osa nuove imprese culturali di grande livello e vuole portarle qui, in provincia

I due grandi artisti sulla terrazza panoramica del castello del Roccolo

I due grandi artisti sulla terrazza panoramica del castello del Roccolo

Ah but you got away, didn't you babe / You just turned your back on the crowd…” E così ci si ritrova sulla bellissima terrazza del castello neogotico del Roccolo,  un tardo sabato pomeriggio di fine primavera, ad ascoltare la struggente “Chelsae Hotel” di  Leonard Cohen cantata, con la stessa calda intensità del cantautore canadese, da Giancarlo De Cataldo, scrittore, impossibile definirlo in questo atto inaspettato - anche -  giudice di Corte d’Assise.

Uscito da tempo dai canoni del magistrato “ipotetico”, l’autore di Romanzo criminale, non ha più bisogno di dimostrare che “un giudice è un uomo”, soltanto desidera regalare un’emozione in più, esclusiva, al pubblico di Busca, venuto quassù per Carte da decifrare, un'innovativa rassegna di musica unita alla letteratura, che merita  riproposte, repliche e ancora altre platee, ideata e voluta da Fondazione Artea per e con la Città di Busca.

Alla sua destra, al pianoforte, Danilo Rea, per l’unica volta durante l’ora e mezza di spettacolo ininterrotto, ha potuto suonare a memoria la canzone, tralasciare le improvvisazioni e smettere di leggere, invece degli impossibili spartiti del suo mirabolante jazz, le pagine di testo per interpretarlo al volo, lo stesso testo letto contemporaneamente da De Cataldo, dalle pagine del suo ultimo lavoro, “L’agente del caos”. Perché qui e ora Chelsae Hotel ci sta, ci sta alla grande, nel filo discorso...

Tutti trascinati da musica e parole nelle avventure di Jay Dark e nei rivoluzionari psichedelici Anni Sessanta, sabato al Roccolo, i tanti convenuti hanno a lungo apprezzato con applausi non soltanto lo spettacolo in sé, ma anche il coraggio di chi osa nuove imprese culturali di grande livello e vuole portarle qui, in provincia.

c.s.

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