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Eventi | 18 giugno 2018, 13:15

Inaugurato al San Camillo di Centallo il primo “Orto del cuore” Slow Food

La cerimonia e la firma del protocollo sabato 16 giugno con scuola, residenza per anziani e condotta

Inaugurato al San Camillo di Centallo il primo “Orto del cuore” Slow Food

Sabato 16 giugno la residenza per anziani San Camillo di Centallo ha aperto il suo cortile ad autorità, bambini e cittadinanza per l’inaugurazione dell’”Orto del cuore”, un orto in cui i bambini, in visita con le insegnanti, potranno lavorare insieme agli ospiti della struttura.

L’idea è nata da una sinergia tra Ilaria Fruttero, maestra della scuola dell’Infanzia paritaria Margaria Macesi e la psicologa del San Camillo Cristina Robasto che hanno scritto insieme il progetto e sviluppato il rapporto tra bambini e anziani che dura da oltre tre anni con visite e laboratori nella struttura. Da quest’anno si è aggiunta a questa partnership anche la condotta Slow Food di Fossano che è entrata come partner ufficiale del progetto, trovando i finanziamenti necessari grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano, già sostenitrice dei progetti di orti scolastici.

A livello nazionale si tratta del primo progetto di “Orto del Cuore” a firma Slow Food e dimostra come la condotta fossanese sia in prima linea quando si tratta di educazione alimentare: in dieci anni, infatti, sono stati istituiti oltre 35 orti scolastici all’interno del progetto “orti in condotta”.

Quella di Centallo è una nuova sfida in cui gioca un ruolo fondamentale il valore etico e socio-educativo: attraverso l’orto, infatti, i bambini imparano non solo a prendersi cura di ciò che la natura offre, ma soprattutto a relazionarsi con le esperienze e il sapere di una generazione a loro distante. E lo scambio è reciproco: il sorriso di un bambino, il suo affetto disinteressato e puro può cambiare letteralmente la giornata a un anziano. Come ha sottolineato il presidente del san Camillo Bruno Actis:In questo progetto non solo i giovani e gli anziani della struttura lavorano insieme tramandandosi esperienze, ma anche tutti i volontari, dalle maestre ai nonni, hanno un ruolo decisivo per la buona riuscita del programma”. E come aggiunge la maestra Ilaria Fruttero: “i bambini sono una vera e propria cura per gli anziani. E’ davvero importante sensibilizzarli a vedere la casa di riposo come un luogo da frequentare, dove la diversità non è un ostacolo ma una caratteristica.”

“I bambini non hanno pregiudizi: prendono gli insegnamenti e rendono affetto” - ricorda il fiduciario della condotta Slow Food Marco Barberis – “Ed è proprio da questo principio che si è scelto  il nome “Orto del cuore”: l’orto come vero e proprio strumento del cuore, come apertura verso l’altro. Quando la curiosità incontra la sapienza non può che nascere un’esperienza di arricchimento reciproco”.

La mattinata è stata anche l’occasione per firmare un protocollo di intesa tra la condotta e il San Camillo, come impegno reale di collaborazione.

Agata Pagani

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