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Politica | 18 giugno 2018, 13:32

Il Governo Conte riaprirà i tribunali soppressi?

Nel contratto tra Lega e MoVimento 5 Stelle si fa esplicito riferimento alla questione. Se così fosse – ma è lecito dubitare che ciò possa realisticamente avvenire – si riaccenderebbero le speranze per le tre sedi giudiziarie della Granda chiuse di recente: Alba, Mondovì e Saluzzo

Protesta del 2013 contro l'accorpamento, in difesa del tribunale di Alba

Protesta del 2013 contro l'accorpamento, in difesa del tribunale di Alba

Il capitolo è il dodicesimo, la pagina è la numero 22 delle 58 che costituiscono il contratto di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle.

La voce è “Giustizia rapida ed efficiente, area Magistratura e tribunali”.

Poche righe che, tuttavia, impegnano il nuovo governo a ripristinare i tribunali cosiddetti “minori” cancellati dalla riforma del 2012.

“Occorre una rivisitazione della geografia giudiziaria – si legge - modificando la riforma del 2012 che ha accentrato sedi e funzioni, con l’obiettivo di riportare tribunali, procure ed uffici del giudice di pace vicino ai cittadini e alle imprese”.

Tradotto, potrebbe (il condizionale è d’obbligo) voler dire il ripristino delle sedi giudiziarie recentemente soppresse, che tante polemiche avevano sollevato anche in casa nostra.

Ben tre sono stati infatti i tribunali del Cuneese interessati: Alba, ora unito ad Asti, Mondovì e Saluzzo trasferiti a Cuneo.

Nei giorni scorsi, il sindaco di Alba Maurizio Marello, facendo esplicito riferimento a questo punto del programma di governo, ha inviato una lettera al neo Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

“Come forse lei saprà - scrive Marello - l’amministrazione da me diretta, interpretando l’unanime sentire dei cittadini di Alba e dell’ampia zona che ad essa fa riferimento (quasi 200.000 persone), aveva sempre cercato di opporsi alla soppressione del Tribunale di Alba, accorpato a quello di Asti. Abbiamo sempre giudicato quel provvedimento illogico ed ingiusto, e così continuiamo a giudicarlo”.

Allegati alla lettera, Marello ha inviato al Guardasigilli i dati relativi al Tribunale di Alba, l’osservazione sull’argomento del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Alba e una sintesi riepilogativa sul foro albese soppresso il 13 settembre del 2013.

Unita alla documentazione, la richiesta di riesaminare la questione ed un appuntamento per parlarne di persona, a Roma, insieme all’ultimo presidente dell’Ordine degli avvocati del foro locale.

Analoga iniziativa intenderanno assumerla i sindaci delle altre due città della Granda, Paolo Adriano (Mondovì) e Mauro Calderoni (Saluzzo), i cui tribunali sono anch’essi stati smantellati?

Se davvero esistessero le premesse per un ripensamento sarebbe interessante un’azione congiunta dei parlamentari, coordinata dalla Provincia.

Ma occorre sapere in fretta quali sono gli intendimenti del governo al riguardo, anche perché – come nel caso di Saluzzo – si sta prospettando un diverso utilizzo dei locali che ospitavano gli uffici giudiziari.

L’esperienza consiglia prudenza e ci fa dire che mai, nella storia repubblicana, un programma di governo è stato realizzato in toto.

Tuttavia, se si decidesse di riattivare i 31 vecchi tribunali soppressi ci sarebbe da chiedersi quale sia il raziocinio che presiede talune scelte in questo Paese, ieri come oggi.

Giampaolo Testa

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