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Agricoltura | 18 giugno 2018, 17:05

Cardè: il Po continua a erodere terreni, ma le opere di protezione sono economicamente a carico dei privati

Sopralluogo congiunto tra Comune, Aipo, Parco del Monviso e Carabinieri Forestali lungo l’argine destro del fiume

L'argine destro del Po a Cardè eroso dalle acque

L'argine destro del Po a Cardè eroso dalle acque

Il fiume Po continua ad erodere il suo argine destro, nel territorio del Comune di Cardè, più precisamente in località Cascinasse e Meschie, quest’ultima al confine con Moretta.

E proprio per monitorare la situazione, in continuo divenire, nei giorni scorsi si è tenuto un apposito sopralluogo, alla presenza di Matteo Morena, vicesindaco di Cardè, di Carlo Baudo, assessore ad Agricoltura e Protezione civile, dei tecnici dell’Aipo (Azienda interregionale per il Po) di Torino, del Parco del Monviso e dei Carabinieri Forestali di Saluzzo.

Ne è emerso che, in entrambi i casi, i fenomeni di erosione avvengono in “fascia A”, vale a dire in quella fascia “di rispetto” dove “l’alveo del fiume deve avere la possibilità di variare naturalmente il proprio corso”, come ci ha spiegato il vicesindaco Morena.

I tecnici hanno confermato che, stando alle attuali normative in materie, gli interventi per salvaguardare terreni privati dell’erosione possono sì essere realizzati, ma finanziati in toto direttamente dai proprietari terrieri.

Lo stesso – aggiunge Morena – vale per i tenimenti gestiti dal parco del Monviso in località Cascinasse, di proprietà della Regione Piemonte. Per facilitare però questi interventi da parte di privati o consorzi, bisognerebbe perlomeno cercare di semplificare l'iter burocratico necessario per avviare i lavori, iter che al momento risulta essere complesso e soprattutto molto oneroso per gli agricoltori”.

Dal Comune di Cardè sono giunti i ringraziamenti ai tecnici Aipo per “la disponibilità dimostrata nell'effettuare il sopralluogo, con i quali ci aggiorneremo nelle prossime settimane sul da farsi”.

Nicolò Bertola

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