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Bra e Roero | 18 giugno 2018, 12:41

Chiocciola Metodo Cherasco: la lentezza alla conquista del mondo (VIDEO)

Un viaggio alla scoperta dell'elicicoltura 2.0 con il direttore dell'Istituto Internazionale di Elicicoltura Simone Sampò: "Abbiamo rivoluzionato un settore. È in corso un grande rilancio che parte dall'Italia alla conquista di tutto il mondo e io, da cheraschese, sono davvero orgoglioso di portare ovunque il nome della mia città"

Simone Sampò con la Chiocciola Metodo Cherasco

Simone Sampò con la Chiocciola Metodo Cherasco

Guai a chiamarla lumaca. Si dice chiocciola. Per la precisione Chiocciola Metodo Cherasco. Un sistema di allevamento nato negli anni '70 e completamente modificato negli ultimi 24 mesi, fino ad approdare all'elicicoltura 2.0.

L'artefice di tutto è il cheraschese Simone Sampò, direttore dell'Istituto Internazionale di Elicicoltura e presidente dell'Associazione Nazionale Elicicoltori. È lui che ha rivoluzionato alla velocità della luce il lento mondo delle chiocciole. È lui il padre dell'elicicoltura 2.0: “E' l'evoluzione della coltura delle helix. Non più semplice attività agricola ma attività imprenditoriale. Abbiamo trasformato un metodo fallimentare di allevamento che prevedeva un'unica ricetta per l'Italia intera, in un sistema basato sull'adattamento al microclima. Oggi siamo l'unico tipo di allevamento che non inquina l'ambiente, con basso consumo idrico e grande sostenibilità”.

Guarda l'intervista video:


Prima di arrivare alla filiera tuttavia ci vuole un regolamento. E l'Istituto Internazionale di elicicoltura con sede a Cherasco il regolamento se l'è dato eccome. Due anni fa, con la supervisione dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nasce il disciplinare che conferisce alle chiocciole da allevamento il prestigioso titolo di Chiocciola Metodo Cherasco. "È semplice ma impegnativo da rispettare - spiega Sampò -. Il metodo si ispira in maniera ortodossa alle leggi della natura e, per questo, non sono concesse alternative ad un modello all’aperto. Sole, pioggia, neve e vento fanno la selezione degli animali che arriveranno sulle cucine degli chef più prestigiosi. Insomma, un sistema in cui l’habitat assume un ruolo centrale con specifiche caratteristiche orientate rigorosamente ad un modello naturale e poco invasivo”.

Cinque i fondamentali per la Chiocciola Metodo Cherasco: allevamento all'aperto, alimentazione vegetale, riproduttori certificati, zona di riproduzione e ingrasso, e rete helitex.

A Cherasco ha sede l'Accademia dove si portano avanti ricerca e sviluppo. Attenzione però a non cadere nell'errore di pensare che esista una specie autoctona. “La chiocciola di Cherasco non esiste – spiega Sampò -. Noi vogliamo omaggiare una tradizione che questa comunità ha protetto nel tempo e che oggi è valorizzata e potenziata con l'elicicoltura 2.0 della Chiocciola Metodo Cherasco”.

Eppure, proprio grazie alla chiocciola, oggi il nome di Cherasco arriva in tutta Italia. “Nascono sottosezioni della nostra Accademia Metodo Cherasco in Franciacorta, a Udine, Manciano, Cagliari. Le prossime aperture sono previste a Lamezia Terme, Foggia, poi in Sicilia. Abbiamo creato un sistema rete Italia”.

E mentre ci accompagna a visitare gli allevamenti di chiocciole della sua Accademia, il cellulare di Simone Sampò squilla in continuazione: sono gli associati che fanno riferimento a lui per ogni cosa. “Sono tanti – commenta -: a settembre 2016 quando sono diventato presidente dell'Associazione Nazionale Elicicoltori erano 46. A giugno 2018 superano quota 400, che significa oltre 400 impianti di Chiocciola Metodo Cherasco in tutta Italia. Sinergia e rete sono le parole chiave. Non vogliamo creare antagonismi. Abbiamo anche fatto pace con Borgo San Dalmazzo e la sua famosa helix pomatia alpina a cui abbiamo dedicato i nostri moduli per opercolo”.

Un metodo che funziona se anche i francesi sono andati a Cherasco per per carpire i segreti dell'elicicoltura 2.0: “Le chiocciole sono conosciute in tutto il mondo come 'escargot' – scherza Sampò - ma anche i cugini d'Oltralpe hanno voluto capire cosa succede qui a Cherasco. Le telecamere di Tv France3 sono venute a riprendere il nostro stabilimento e l'innovativo macchinario Mullerone per l'estrazione della bava, inventato ormai 10 anni fa”.

Insomma, la Chiocciola Metodo Cherasco travalica anche i confini nazionali: “Ci stanno chiamando da Ungheria e Bulgaria; il prossimo anno saremo in Sudafrica per fiera nazionale agricola. In Libano diamo da lavorare a oltre 1.200 rifugiati siriani e iracheni, grazie ai padri Maroniti che hanno adottato 70 nostri impianti. È in corso un grande rilancio che parte dall'Italia alla conquista di tutto il mondo e io, da cheraschese, sono davvero orgoglioso di portare ovunque il nome della mia città”.

Un'attività imprenditoriale dove nulla è lasciato al caso. “Abbiamo creato una rete – spiega Sampò -. Da questa rete abbiamo cercato di prendere la nostra chiocciola e di girare a 360 gradi. Siamo partiti dal Food con un marchio di eccellenza che produce prodotti di gastronomia di alta qualità, ma non ci siamo fermati lì. Grazie all'estrazione della bava con il macchinario Mullerone oggi abbiamo prodotti cosmetici, farmaceutici e, ultima novità, la linea pet con cui curiamo animali con animali”.

A settembre la Chiocciola Metodo Cherasco sarà celebrata in città con il festival "Noi le chiamiAMO chiocciole ma buone da matti”: “Sarà un grande evento con ospiti ed esperti internazionali, ci aspettiamo oltre 20mila pesone. Dal 28 settembre al 1° ottobre proporremo incontri, gastronomia e molto altro. Ci sarà anche una lotteria Chiocciola Metodo Cherasco. Raccoglieremo fondi per la onlus di Marco Berry Magic for Children; il primo premio sarà un impianto elicicolo chiavi in mano dal valore 12mila euro che può produrre e rendere fino a 20mila euro”.

Viene voglia di diventare elicicoltori a parlare con Simone Sampò: “Chiunque abbia un terreno, voglia e umiltà di mettersi in gioco in natura, può diventare elicicoltore. Dalle chiocciole abbiamo molto da imparare. Oggi la società è troppo frenetica, la gente non si sofferma più. Le chiocciole invece ci insegnano la lentezza".

 

Per maggiori informazioni:

https://www.istitutodielicicoltura.it/

Cristina Mazzariello

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