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Attualità | 19 giugno 2018, 20:01

Fedex Tnt, nulla di fatto dalla vertenza romana: ancora incerto il futuro della sede di Marene

Giovedì 21 giugno la delegazione piemontese dei sindacati verrà ascoltata in comune dalla Giunta Appendino

Fedex Tnt, nulla di fatto dalla vertenza romana: ancora incerto il futuro della sede di Marene

Nulla di fatto, oggi a Roma, per la vertenza che riguarda Fedex Tnt: dopo la fase a livello "aziendale", infatti, il confronto si è spostato negli uffici del Ministero del Lavoro.

Appuntamento questa mattina di buon'ora, con la speranza di dare finalmente una svolta a una questione davvero spinosa e che mette a rischio un totale di 361 posti di lavoro in tutta Italia (anche a Torino e a in provincia di Cuneo) e il trasferimento di altre 115 persone, quasi tutte donne, di fatto impossibilitate a farlo. E invece il vertice si è risolto con un nulla di fatto.

Ecco perché dai sindacati che erano presenti all'incontro si è levato un appello affinché si realizzi un "coordinamento tra i Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico". Una condizione che dovrebbe essere abbastanza semplificata dal fatto che ambedue i dicasteri fanno capo al vicepremier Luigi Di Maio.

"Dopo la fase di confronto in sede aziendale - proseguono i rappresentanti di Filt-Cgil - quello di Roma è l'unico tavolo che può portare a un accordo per le necessarie garanzie occupazionali."

Ma il problema è che il tempo stringe: la procedura di licenziamento si chiude il 6 luglio e in agenda ci sono soltanto i due incontri il 25 e il 26 giugno con le due aziende e, nuovamente al ministero, il 4 luglio. A 48 ore dalla scadenza finale. "E' necessario entrare nel merito per scongiurare licenziamenti e trasferimenti - proseguono i rappresentanti dei lavoratori - per esempio pensando a ricollocazioni con il mantenimento dei diritti normativi e salariali all'interno dei perimetri aziendali, sia per chi rischia il licenziamento sia per chi è impattato dalla procedura di trasferimento."

E poi si parla anche di un polo di vendita per l'area del Mezzogiorno, anche se il tema tocca solo marginalmente le questioni piemontesi. Altrimenti si tornerà nelle strade, promettono i sindacati. Mentre già per il 21 giugno, dopodomani, è prevista una serie di assemblee e presidi su tutto il territorio nazionale. Proprio il giorno in cui la delegazione piemontese dei sindacati sarà ascoltata in Comune dalla giunta Appendino, in commissione 3. "La sindaca si era impegnata a coinvolgere anche il governatore Chiamparino e a convocare anche le aziende - spiega Teresa Bovino, segretaria generale Filt-Cgil di Torino - e oltre a parlare noi, speriamo che anche loro sappiano dirci cosa hanno saputo e cosa sono riusciti a ottenere nel frattempo."

A questo punto, non è da escludere l'ipotesi che i due appuntamenti per giovedì 21 si possano fondere, organizzando l'assemblea dei lavoratori proprio di fronte a Palazzo Civico. In Piemonte i licenziamenti sono 81 e i trasferimenti 25. Cinque invece le sedi destinate alla chiusura: Settimo Torinese, Alessandria, Vigliano Biellese, Galliate e Marene.

massimiliano sciullo

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