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Cronaca | 25 giugno 2018, 15:03

Camionista condannato a sedici mesi per la morte di un automobilista sul Colle di Nava

Il fatto nell'agosto 2014, la vittima era un anziano torinese

Foto generica

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Stavo rientrando a casa, il camion era scarico. Quella strada la conosco bene. C’è una leggera curva a sinistra, ho visto l’auto che veniva dritta, andandosi ad infilare nella parte anteriore del mio mezzo. Da quel momento non mi ricordo più nulla.”

Con queste parole nella precedente udienza il camionista A.B. aveva raccontato il tragico incidente nel quale, il 6 agosto 2014 E.G., pensionato torinese di 81 anni, aveva perso la vita. L’urto frontale con l’autocarro era avvenuto sulla strada statale del Colle di Nava, nei pressi della galleria dei Rocchini, nel comune di Ceva.

Questa mattina il tribunale di Cuneo ha condannato il camionista, imputato per omicidio colposo, a a 1 anno e 4 mesi di reclusione (pena sospesa), oltre alla sospensione della patente per un anno. La pubblica accusa aveva chiesto invece 2 anni. Il giudice ha inoltre deciso che alla famiglia andrà una provvisionale di 119.000 euro, mentre il risarcimento dei danni verrà quantificato in separato giudizio, così come richiesto dall’avvocato di parte civile che aveva commentato: “Purtroppo l’assicurazione finora ha versato soltanto il primo acconto per la metà del minimo previsto dalla legge.”

La velocità rilevata dal disco a bordo del camion era di 63 km/h, ben di al di sotto dei limiti di 80 km/h in quel tratto. Testimone oculare dell'incidente era stata una donna di origine rumena, residente a Mondovì, che aveva riferito di aver visto qualcosa cadere dall'autocarro finendo sotto le ruote.

I legali Davide Del Popolo Riolo e Michela Botta avevano invece chiesto il proscioglimento del loro assistito: “La vittima aveva problemi di salute, a bordo aveva un cagnolino, fronte ha affrontato male quella curva e si è trovato di fronte l’autocarro. Non ci sono segni di frenata dell’auto, soltanto gli scarrocciamenti che collocano il camion nella corsia di pertinenza, non c'è altra prova che sia uscito di carreggiata.”

Monica Bruna

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