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Politica | 27 giugno 2018, 10:45

Crissolo “congela” l’uscita dall’Unione montana del Monviso: “Serviva un segnale forte per far sentire la voce dell’alta Montagna”

Il Consiglio comunale esprime unanimemente solidarietà al dipendente coinvolto dall’iter disciplinare aperto dal segretario direttore dell’Unione montana. Il sindaco Re: “Dopo numerose richieste, finalmente si è presa coscienza dei problemi che Crissolo riscontra”

Il Consiglio comunale di Crissolo di ieri sera

Il Consiglio comunale di Crissolo di ieri sera

Il Comune di Crissolo “congela” – temporaneamente – l’uscita dall’Unione montana dei Comuni del Monviso.

Ieri sera (martedì), a poche ore dall’inizio del Consiglio comunale, il sindaco Fabrizio Re, insieme al vicesindaco Aldo Perotti, è stato ricevuto dalla Giunta e dai sindaci dell’Ente montano guidato da Mario Anselmo, in seguito alla proposta di recesso inserita all’ordine del giorno dell’assise.

Uno scambio di vedute, dove “è stata ascoltata la voce di Crissolo e dell’alta montagna, con lacune e difficoltà” ha spiegato il sindaco Re in Consiglio, prima di chiedere il rinvio del punto sul recesso dall’Unione.

Confermate quindi le indiscrezioni che avevamo pubblicato lunedì, circa un iter disciplinare nei confronti di due dipendenti dell’Unione, precedentemente in carico ai Comuni di Crissolo e Paesana. Questa, però, sarebbe stata soltanto la punta dell’iceberg.

Non è un segreto – ha detto il sindaco – che l’Unione del Monviso abbia qualche problema. Non si tratta di puntare il dito o di dare la colpa, si tratta di far capire quelle che sono le problematiche di Crissolo, con le quali ci interfacciamo tutti i giorni, sia con i cittadini che con i turisti”.

Qual è, dunque, il “nocciolo” della questione?

Ruota tutto sul personale, prima ancora dell’avvio di questo iter disciplinare, che all’incirca a metà luglio vedrà i dipendenti in questione convocati di fronte al segretario direttore dell’Ente, Paolo Goldoni.

Sembra infatti che da tempo Crissolo abbia espresso criticità circa all’orario dei suoi dipendenti, che si dividono tra il Municipio e la sede dell’Unione montana a Paesana.

I nostri dipendenti – ha aggiunto il sindaco – lavorano ben più delle loro competenze, fanno un sacco di ore e nonostante ciò non riusciamo lo stesso a risolvere i problemi che abbiamo quotidianamente in paese”.

Dopo le numerose richieste di incontri, sia verbali che scritte, che sembrano essere state ignorate, l’iter disciplinare nei confronti del dipendente comunale di Crissolo – avviato pare senza informare l’Amministrazione comunale - ha fatto perdere le staffe al primo cittadino. Ne è derivata la proposta di recesso inserita all’ordine del giorno del Consiglio comunale.

Due gli scopi del “segnale forte” lanciato dal Comune.

Il primo, rivedere l’organizzazione interna del personale: nell’incontro di ieri sera si sarebbe infatti deciso di “studiare un progetto che modifichi e migliori il lavoro non solo a Crissolo ma in tutti i Comuni dell’Unione”.

Il secondo, esprimere solidarietà al dipendente interessato dall’iter disciplinare.

Personalmente sono al fianco, in tutto e per tutto, del nostro dipendente, al quale garantiremo massimo supporto. – ha rimarcato con forza il sindaco – Parliamo di una persona che, da 39 anni, inizia alle 8 del mattino e sbolla alle 20 di sera, e che ora si trova di fronte ad una procedura del genere.

Gli chiedo scusa io, da parte di tutta l’Unione del Monviso, per il passaggio intrapreso, che mi auguro si concluda con il nulla. Il recesso era un segnale forte, che penso sia stato captato”.

Solidarietà al dipendente è stata espressa anche dal vicesindaco – ed ex sindaco – Aldo Perotti, che ha definito l’atto “doveroso” nei confronti del “lavoro capace di un funzionario”.

Stasera (ieri: ndr) – ha aggiunto – l’Unione ha fatto un salto di qualità, se non andiamo avanti in questa direzione la Montagna sparisce”.

Dello stesso avviso il capogruppo d’opposizione Massimo Ombrello: “Solidarietà ai dipendenti, consapevoli dell’impegno che hanno dimostrato. Fa piacere sapere che l’Unione abbia preso piena coscienza dei problemi di Crissolo, manifestati più volte in più sedi. Voglio sperare che sia la volta buona e che ci sia la disponibilità a guardare il paese in modo diverso. Uscire dall’Unione non gioverebbe né al paese né all’Unione stessa”.

Cosa succederà dunque ora?

Fra una decina di giorni è previsto un nuovo incontro per vagliare una riorganizzazione del personale interno dell’Ente. Al tempo stesso, la convocazione dei due dipendenti di fronte al segretario direttore pare non possa essere revocata.

Ringrazio il presidente Anselmo. – dirà ancora Fabrizio Re – L’incontro è stato positivo. Volevo avere chiarezza, oltre a supportare il nostro dipendente.

Abbiamo dato una scrollata ed una smossa ad una macchina che altrimenti era intasata. Rimarremo in Unione, a patto che si cambi marcia, cambiando alcuni aspetti.

Prova ne sia che il punto sulla proposta di recesso è rinviato, non annullato. L’attenzione resta alta”.

La notizia di un’eventuale uscita di Crissolo dall’Ente Unione aveva fatto parlare di sé, non solo a livello locale, ma creando qualche preoccupazione anche negli ambienti della Regione Piemonte.

Nicolò Bertola

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