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#finanzasemplice | sabato 30 giugno 2018, 08:05

Certificati di investimento - Uno strumento utile?

In questi giorni ci è giunta una domanda in merito all'opportunità di investire nei certificates.

Certificati di investimento - Uno strumento utile?

In questi giorni ci è giunta una domanda in merito all'opportunità di investire nei certificates. La domanda è molto interessante e dato che mi sono occupato spesso di questo tema ho deciso di dedicare la puntata di questa settimana proprio ai certificati di investimento.

Prima di andare ad analizzare i punti a favore e quelli contrari all'utilizzo di questi strumenti complessi ritengo doveroso fare una duplice premessa.

Cercando questo tema sul web (provate, è una cosa simpatica) noterete che è molto facile trovare opinioni estremamente negative accanto ad altre molto positive.

Chi ha ragione? Quasi sempre hanno entrambi ragione in parte, nel senso che l'informazione si sofferma in modo accurato su alcune caratteristiche tralasciandone altre, ugualmente importanti.

Questo è il primo punto da chiarire in linea generale: la comunicazione - soprattutto sul web - viene polarizzata per ragioni commerciali, ovvero si sceglie, per una serie di ragioni, di prendere sempre una posizione netta in modo da infondere sicurezza nel lettore e spingerlo in una determinata direzione. E' un sistema molto profittevole dal punto di vista del marketing, ma molto poco ortodossa da quello scientifico.

Come al solito noi cercheremo invece di analizzare sia i punti di forza che i punti deboli per aiutare i lettori a comprendere, almeno a grandi linee, le caratteristiche di un certificato e a capire se e a quali condizioni uno strumento del genere può essere inserito in portafoglio.

La seconda osservazione - fondamentale - è che i certificates hanno sicuramente tra loro alcuni punti in comune, ma possiedono anche molte caratteristiche che li rendono estremamente differenti fra loro, e questo richiede la massima attenzione quando si procede a valutarne l'acquisto.

Cosa sono i certificati di investimento

Tecnicamente si dicono certificati gli strumenti derivati cartolarizzati.

Non spaventi la descrizione: in pratica una banca crea una struttura tramite strumenti derivati e la racchiude in un unico titolo, che poi viene messo in commercio.

Vediamo a cosa servono.

Come ho scritto qualche riga più sopra i certificati di investimento sono strumenti estremamente vari. In questa sede parlerò di quelli a protezione condizionata, che sono quelli che mi trovo più spesso a valutare e che possono rappresentare un asset interessante per alcuni investitori, a patto di capire bene le caratteristiche.

Immaginiamo di voler investire su un titolo che riteniamo interessante, ad esempio Amazon (N.B. è un esempio, si può parlare di qualsiasi titolo, ne ho scelto uno a caso)

Acquistando il titolo un investitore ACCETTA di partecipare all'aumento o alla diminuzione delle quotazioni in modo lineare, e a percepire i dividendi che verranno eventualmente staccati dal titolo.

In alternativa un risparmiatore può decidere di investire su Amazon tramite un certificato

Un esempio piuttosto comune è quello di un certificate che paga una cedola nel caso in cui Amazon rimanga al di sopra di una determinata soglia (in sostanza che il titolo non perda più di una percentuale prefissata) e restituisca alla scadenza un importo pari all'investimento effettuato alle stesse condizioni.

Facciamo un esempio numerico:

Se Amazon nei prossimi 3 anni guadagnerà, o perderà meno del 40% incasserò una cedola semestrale del 3% e mi verrà restituito il capitale a scadenza.

(ATTENZIONE! Anche qua si tratta di un esempio, con numeri verosimili ma completamente inventati, anche per evitare di fare pubblicità a specifici strumenti)

In pratica l'investitore guadagna anche se il titolo perderà il 30%, è sufficiente che non realizzi a scadenza una perdita superiore a quella fissata.

Quindi abbiamo scoperto il primo vantaggio: la protezione del capitale investito entro certi limiti prestabiliti.

Il trattamento fiscale

A differenza dei fondi comuni e degli etf le plusvalenza realizzate con i certificates possono essere utilizzate in compensazione fiscale per compensare delle minusvalenze pregresse, sia nella loro componente cedolare, che in quella realizzata tramite la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita.

Un altro punto di forza risulta essere quindi l'efficienza fiscale, soprattutto per quei risparmiatori che si trovano con minusvalenze da compensare e che magari stanno per scadere.

I punti a cui prestare attenzione.

 

In caso di calo del mercato

Abbiamo visto come questa tipologia di certificati protegga - fino al limite stabilito - dai ribassi del mercato. Tuttavia occorre prestare attenzione perché se il titolo sottostante perde di più rispetto al livello di protezione lo strumento si comporta esattamente come il titolo.

Tornando all'esempio di prima: Se il Amazon guadagna, o perde meno del 40% la protezione mi permette di salvaguardare tutto il capitale, viceversa, se dovesse perdere - ad esempio - il 50% il risultato del mio investimento sarebbe esattamente quella del titolo.

In caso di mercato in crescita

Il certificato si rivela uno strumento utile in caso di mercati laterali o in calo non estremo, tuttavia se il titolo sottostante dovesse invece andare bene potremmo avere di che recriminare. Ci ritroveremo infatti un guadagno, ma inferiore a quello del titolo sottostante

Sempre nel certificato portato ad esempio ci ritroveremo ad avere incassato il 6% ed il nostro capitale originale anche se il titolo Amazon avesse performato il 10% annuo.

Questo mancato guadagno potenziale è il prezzo da pagare per la protezione di cui sopra.


In tutti i casi

Il certificato, a differenza del fondo comune o di un etf, è soggetto al rischio di controparte come una qualunque obbligazione. Di conseguenza è necessario prestare attenzione, oltre che al titolo o all'indice sottostante, anche alla solidità della banca che emette il certificato.

Un altro aspetto a cui prestare attenzione in ogni caso è lo spread denaro lettera
Chi è avvezzo ad investire in borsa sa bene di cosa sto parlando, per gli altri ne faremo una descrizione sommaria ma efficace

Ogni strumento negoziabile sui mercati ha due prezzi contemporanei: uno è il prezzo a cui posso comprare lo strumento, l'altro quello a cui posso venderlo.

Questo differenziale è detto spread denaro lettera o spread BID/ASK e per il risparmiatore rappresenta un costo da sommare alle commissioni di negoziazione e ai costi impliciti.
Normalmente la banca emittente si impegna a fare da market maker, in pratica a mantenere questo differenziale sotto una soglia prefissata, normalmente l'1%


Per concludere

Un certificato a protezione condizionata può essere uno strumento interessante per diversificare il portafoglio, infatti offre il meglio di se nelle fasi di mercato laterale ed in leggero calo - una situazione in cui la maggior parte degli altri strumenti non produce rendimento -

Tuttavia vanno maneggiati con cura ed inseriti in percentuali adatte al proprio profilo di rischio, e predisponendo un buon grado di diversificazione. Come tutti gli strumenti, insomma dato che non si tratta di strumenti che proteggono in ogni condizione di mercato.

Inoltre, molto più di quanto già detto per fondi ed etf, vanno selezionati con l'aiuto di un esperto, perché presentano un dettaglio di complessità estremamente più elevato rispetto agli strumenti tradizionali.


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Note legali: il presente articolo non costituisce sollecitazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari, inoltre non rappresenta consulenza di investimento ai sensi della normativa vigente. Prima di sottoscrivere qualsiasi strumento di investimento è fondamentale accertarsi di avere compreso a fondo le caratteristiche anche tramite la consultazione dei documenti informativi

Fabrizio Monge

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