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Cronaca | 04 luglio 2018, 14:12

Furti di rame in 14 cimiteri della Granda, danneggiate decine di tombe: in manette 41enne di Fossano (VIDEO)

I colpi sono stati messi a segno tra giugno 2017 e febbraio 2018. Indagini durate 4 mesi. L'uomo è in carcere a seguito di una condanna definitiva e in via cautelare per i 14 episodi che gli vengono imputati

Furti di rame in 14 cimiteri della Granda, danneggiate decine di tombe: in manette 41enne di Fossano (VIDEO)

Nella prima conferenza stampa ufficiale dal suo insediamento, lo scorso 1° giugno, il Questore Emanuele Ricifari ha voluto far sapere ai cittadini della provincia di Cuneo che è stato assicurato alla giustizia quello che viene ritenuto il responsabile di almeno 14 episodi di furti di rame in altrettanti cimiteri della Granda. L'operazione è stata chiamata "ORO ROSSO". 

Da Savigliano a Fossano passando per Cuneo, per arrivare a Costigliole Saluzzo e Murazzo passando per Vicoforte e Villanova Mondovì. "Non abbiamo arrestato un delinquente di ampie proporzioni, ma l'autore di reati che colpiscono le persone nei loro affetti più cari, perché violano i sentimenti umani legati al dolore per la perdita di un proprio congiunto e toccano i cittadini anche nell'aspetto della fede", ha evidenziato il Questore.

La cosa è stata ribadita dalla dottoressa Gabriella Viglione, procuratore facente funzioni a Cuneo: "Si tratta di un'operazione non di portata eccezionale, ma che risponde ai cittadini in maniera concreta. Per loro sono importanti dei risultati come questi. Un lavoro che ci ha impegnati per mesi, significativo per lo spirito di attenzione verso questi fenomeni che feriscono e colpiscono pesantemente il cittadino comune nella sua quotidianità, che toccano l’intimo delle persone".

"Oro rosso" è stata messa a segno dalla Mobile di Cuneo, sotto la guida del dirigente Marco Mastrangelo, con l'ausilio delle polizie locali, in particolare quella di Savigliano, con gli agenti di polizia della Procura e, in un caso, anche con l'intervento dei carabinieri.

14 episodi commessi tra giugno 2017 e febbraio 2018, tutti riconducibili ad un uomo residente a Fossano, M.C., padre di due figli ed originario di Cosenza. Una quarantina le tombe violate, a cui sono state asportate lastre di rame, poi rivendute anche tramite Facebook (altro reato di cui l'uomo dovrà rispondere, essendo possibile la vendita solo a seguito di iscrizione presso appositi registri, in quanto materia legata alla tutela ambientale).

Il soggetto, in questi mesi, ha agito senza alcuno scrupolo, in barba a qualunque legge, anche morale. Tutto ha avuto inizio a seguito di un furto al cimitero di Spinetta, Cuneo. Dalle prime indagini, la Questura si collega ad un episodio avvenuto a Savigliano, dove era stato identificato e denunciato un uomo visto da un cittadino sulla tettoia di una cappella votiva. Si presume un collegamento tra i due episodi e inizia l'attività di indagine sul soggetto, condotta con tutte le tecniche investigative, dalle intercettazioni ai pedinamenti all'analisi dei tabulati telefonici. L'uomo risulta avere contatti continui con altri pregiudicati e con alcune aziende del torinese di vendita di metalli, sulle quali sono in corso accertamenti.

Altri colpi, a ripetizione, e il cellulare dell'uomo sempre agganciato alla cella della zona, in piena notte. Arriva poi l'episodio, nel corso delle indagini da parte della Mobile di Cuneo, di un arresto in flagranza a Villanova Mondovì, da parte dei carabinieri. Il 41enne finisce ai domiciliari ma i colpi continuano, in totale spregio della misura cautelare.

Nel frattempo l'uomo viene condannato in via definitiva per un furto di molti anni fa: deve scontare 6 mesi. La Procura, lo scorso 28 giugno, decide, in aggiunta, anche per la misura cautelare in carcere per i 14 colpi che gli vengono contestati e per l'episodio di Villanova Mondovì.

"Ribadiamo che non si tratta di un delinquente di massimo livello - ha voluto nuovamente precisare il Questore - ma di una misura cautelare a carico di un uomo che andava fermato, perché i reati da lui commessi hanno ferito i sentimenti di una quarantina di famiglie. E andava fermato con tutti i mezzi. Li abbiamo messi in campo proprio per dare una risposta ai cittadini".

Le indagini continuano, a carico di eventuali complici e delle aziende torinesi in contatto con l'uomo per l'acquisto del rame sottratto, valutato attorno ai 15-20mila euro.

Barbara Simonelli

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