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Attualità | sabato 07 luglio 2018, 20:43

"Fermiamo l'emorragia di umanità: anche a Cuneo il presidio in #magliettarossa

Un centinaio di persone questa sera, sabato 7 luglio, in piazza della Costituzione per riaccendere l'umanità sul tema dell'immigrazione

Un centinaio di persone hanno partecipato questa sera, sabato 7 luglio, a Cuneo al presidio in #magliettarossa "per fermare l'emorragia di umanità".

Manifestazione organizzata da Libera Cuneo "Emanuela Lou - Daniele Polimeni" e associazione Liberavoce sull'iniziativa lanciata da Don Luigi Ciotti, fondatore della rete antimafia.

"Siamo qui con una maglietta rossa per dire no al razzismo - ha dichiarato Anna Cattaneo di Libera Cuneo -. Dobbiamo ragionare in termini di umanità. I migranti non sono un'emergenza. La vera emergenza è rappresentata da corruzione, evasione e mafia".

#magliettarossa è il colore simbolicamente scelto per fermare l'emorragia di umanità che si sta allargando giorno dopo giorno sul tema dell'immigrazione. Perché rosso? Perché è il colore degli indumenti di tanti esseri umani, soprattutto bambini, mai neanche arrivati vivi là dove avrebbero voluto, alla ricerca di un futuro migliore per sé e per le proprie famiglie, lontano da guerre, povertà, ambienti mutati dai mutamenti climatici, accaparramento delle terre (landgrabbing) e sfruttamento delle persone e del Pianeta. 

Come dichiarato da don Luigi Ciotti: "Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini".


r.g.

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