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Attualità | martedì 10 luglio 2018, 09:58

"Infrastrutture, il tasto dolente della Granda": a Vicoforte il convegno di ANCE Cuneo (FOTO E VIDEO)

Elena Lovera, presidente provinciale del sodalizio di costruttori edili: "La burocrazia perversa ha fatto perdere di vista l'obiettivo primario, che coincide con la realizzazione di opere durature e di qualità"

"Infrastrutture, il tasto dolente della Granda": a Vicoforte il convegno di ANCE Cuneo (FOTO E VIDEO)

"La provincia di Cuneo è più grande, in termini di superficie, delle regioni Valle d'Aosta, Liguria e Molise, ma si trova all'84° posto per infrastrutture in Italia": basterebbe questo dato, snocciolato da Elena Lovera, presidente di ANCE Cuneo (Associazione Nazionale Costruttori Edili, ndr), nel corso del suo intervento al convegno annuale del sodalizio, tenutosi nel tardo pomeriggio di lunedì 9 luglio presso la sala convegni di Casa Regina Montis Regalis, a due passi dal Santuario di Vicoforte.

Guarda l'intervista video:

Un rendez-vous preceduto dai saluti istituzionali di Valter Roattino, primo cittadino vicese, e sfociato successivamente nell'ampia digressione del presidente Lovera, che ha posto l'attenzione su una pluralità di temi che, per molti addetti ai lavori del nostro territorio, rappresentano problemi quotidiani con cui convivere.

Li abbiamo sintetizzati di seguito, riportando per ciascuno di essi i principali punti toccati.

STRADE - "La Provincia di Cuneo possiede 3300 chilometri di strade, molte delle quali dissestate. La soluzione odierna? Si abbassa il limite di velocità massima, spesso portandolo a 50 chilometri orari, perché ci sono forti rischi di incidentalità a causa dell'asfalto deteriorato. La storia avrebbe tuttavia dovuto insegnarci qualcosa; infatti, l'evoluzione della rete viaria è iniziata con i Romani, dal momento che le esigenze di commercio con il resto del mondo allora conosciuto li obbligarono a costruire nuove strade per favorire gli scambi, ma non solo: sorsero anche ponti, gallerie e fognature. Nel Medioevo, invece vi fu un totale abbandono delle strade, tanto che nel settimo secolo una norma visigota prevedeva 100 frustate per chi era reo di aver chiuso una strada. A dare il colpo di grazia furono, in serie, gli Unni, gli Arabi, i Normanni, i Turchi, i Francesi e gli Spagnoli, mediante l'introduzione di dazi e pedaggi che limitavano i commerci. In età rinascimentale, poi il marchese Ludovico II di Saluzzo ordinò la costruzione del Buco di Viso (1480) che metteva in contatto con la Provenza e il Delfinato il Marchesato di Saluzzo e rappresentava di fatto un'alternativa al Colle delle Traversette. Quando il Marchesato di Saluzzo fu annesso al Regno dei Savoia, tuttavia, il Buco di Viso fu chiuso in favore dei valichi del Moncenisio e del Monginevro, su cui gli stessi Savoia esercitavano dazi doganali. Arriviamo poi a ridosso dei giorni nostri: il ventesimo secolo ha portato in dote tante infrastrutture, a cominciare dalle autostrade, mentre nel ventunesimo ci ritroviamo ad aspettare, senza certezze, l'Asti-Cuneo...".

SCUOLE E TECNOLOGIA - "La gestione delle scuole è lasciata in mano alla Provincia. I presidi hanno continui problemi con riscaldamento, certificazioni antincendio, ascensori e così via. Per affrontare questa tematica alla Provincia di Cuneo sono stati elargiti 29 milioni di euro fino al 2023, partendo da un versamento di circa 2 milioni di euro per il 2018 e di 5 milioni di euro per gli anni successivi. Ci auguriamo che si avvii presto un confronto con Governo e Parlamento su quest'aspetto e anche sulla connettività: non è concepibile lasciare scollegate dalla rete le industrie in un mondo 4.0. Ci servono fibra e banda larga".

CONFINI E RAPPORTI - "A ovest la Granda confina con la Francia, a nord con la città metropolitana di Torino, a est con Asti e a sud con le province di Savona e Imperia, che possono diventare per noi strategiche in termini di logistica, commercio e turismo. A proposito della Francia: le ripetute chiusure del Colle della Maddalena ci consentono di affermare senza timore di smentita che il Cuneese necessita di rapporti intensi e sereni anche con gli altri Stati e solo con la mediazione dell'Unione Europea potremo ottenerli. Non va inoltre messo in discussione il discorso TAV, perché non si limiterebbe a collegare Torino con Lione, ma l'Europa con la Cina: gli asiatici, infatti, acquistano copiosamente nei nostri territori e se la questione TAV saltasse definitivamente, l'Italia sarebbe l'unico Paese penalizzato".

MONTAGNA - "Mi ha fatto molto riflettere la campagna #Salviamolestradedimontagna, hashtag lanciato da Confcommercio Cuneo unitamente a un'azione di crowdfunding per aiutare gli enti pubblici a mantenere in ordine il nostro territorio ed evitare un isolamento dei Comuni alpini, altamente dannoso per l'economia. È evidente che la politica deve trovare al più presto il modo di recuperare i fondi per queste finalità: non possiamo accettare passivamente questa situazione. I fondi europei e regionali possono e devono essere utilizzati meglio".

LAVORO E IMMIGRATI - "Il risultato del cosiddetto 'Decreto dignità' sarà quello di avere meno lavoro. Noi edili ci stiamo riprendendo a fatica da una gravissima crisi: il portafoglio ordini nel 2018 è passato da 8,8 a 6,8 mesi e i tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni si attestano sui 120 giorni. Come possiamo assumere a tempo indeterminato senza sapere se ci sarà abbastanza lavoro? Ci sono inoltre lavori che gli italiani non vogliono più fare; c'è infatti una forte domanda di lavoro immigrato nel nostro settore e per questo siamo favorevoli alla prosecuzione dei flussi migratori"

CODICE APPALTI - "La riforma è fallita: quanto si chiedeva di attuare rapidamente l'anno scorso, oggi dev'essere ancora effettuato. Il codice va riscritto: la burocrazia è perversa e ha fatto perdere di vista l'obiettivo primario, che coincide con la realizzazione di opere durature e di qualità. Non serve la vigilanza dell'ANAC per capire i mali del nostro sistema: la serietà e la qualità hanno un prezzo che va pagato e qualcuno da un po' di tempo non vuole più farlo. Non meravigliamoci poi, però, di fronte ai crolli e alle tragedie".

Alessandro Nidi

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