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Attualità | martedì 10 luglio 2018, 19:31

L’ambasciatore olandese in Italia in provincia di Cuneo per internazionalizzare la filiera del latte

Incontro a Cherasco all’Antica Corona con Inalpi e il Master del Latte

Le foto sono di Davide Dutto

Le foto sono di Davide Dutto

Metti insieme la visita in Piemonte dell’Ambasciatore olandese in Italia, un’azienda leader nella trasformazione del latte, un master del latte che forma specialisti di filiera e uno chef stellato ed ecco che nascono le premesse per trasformare il latte vaccino, oltre che in formaggi e burro, in opportunità.

La storia dell’amicizia tra Inalpi e l’Olanda ha radici profonde. Molti sono, infatti, i rapporti commerciali tra la società piemontese, capitanata da Ambrogio Invernizzi, e imprese dei Paesi Bassi e il console onorario dei Paesi Bassi a Torino, Oreste Accornero conosce bene la realtà della Granda.

Tra un boccone e l’altro dell’aperitivo curato da Gianpiero Vivalda, nella suggestiva cornice dell’Antica Corona Reale di Cervere, l’ambasciatore Joep Wijnands, il console Oreste Accornero e la responsabile degli affari agricoli dell’ambasciata olandese a Roma hanno condiviso progetti e ambizione con i responsabili del Master del Latte di secondo livello di Moretta per costruire insieme un percorso di internazionalizzazione sia dei prodotti di filiera sia delle competenze.

Abbiamo sostenuto fin dall’inizio il Master del Latte di Secondo Livello su proposta della Ferrero – spiega il presidente di Inalpi Ambrogio Invernizzi -. Abbiamo avuto l’opportunità di invitare l’Ambasciatore olandese in Italia e l’abbiamo colta al volo per valutare opportunità di internazionalizzazione nel campo della formazione”. Un passo lungimirante quello di Ferrero e Inalpi in un’epoca in cui da un lato c’è una carenza di lavoro e dall’altro c’è una difficoltà delle aziende, specialmente al nord, a individuare figure professionali che si adattino alle attività svolte. “Abbiamo sempre creduto nella formazione e nel rapporto con gli istituti superiori e le università. Solo attraverso un dialogo continuo possiamo pensare che le scuole formino figure professionali adatte al lavoro che le aziende svolgono”

Il Master è attivo dal 2012. I corsi partono ogni 2 anni e sono ammessi circa 15 laureati a ogni edizione. Nel corso del master vengono affrontati tutti gli argomenti legati alla produzione del latte: dall’agricoltura all’igiene, dalla trasformazione al packaging, dalla nutrizione al marketing. Molti dei nostri studenti sono veterinari, ma in questo modo riescono ad avere una visione completa del settore latteo-caseario. Un percorso che, oltre alla teoria, prevede anche un tirocinio formativo. Molti degli studenti svolgono parte della formazione all’interno delle aziende sponsor, altri in aziende che si rendono disponibili. Al termine del master alcuni studenti vanno a lavorare in aziende, altre al Consorzio, che è sostenitore del progetto” spiega la direttrice del Master Paola Sacchi.

Credo che il modo migliore per valorizzare i rapporti tra Italia e Olanda sia quello di visitare il territorio – ha detto l’ambasciatore Joep Wijnlands -. Per questo motivo sono in Piemonte e voglio conoscere le realtà di questo territorio. La formazione in Olanda svolge un ruolo importantissimo anche in campo latteo caseario e il terzo gruppo di studenti in Olanda è quello italiano, dopo i Tedeschi e i Cinesi”.

Latte, vino, pasta, formaggi, uova sono moltissimi i prodotti olandesi importati in Italia e quelli italiani sugli scaffali dei negozi Olandesi, ma oltre alle materie prime e ai prodotti finiti sono proprio le competenze quelle che nel mondo dell’internazionalizzazione si muovono tra i Paesi concorrendo alla crescita dei paesi.

Agata Pagani

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