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Attualità | 10 luglio 2018, 15:15

Unione montana del Monviso, “Vantaggi ai cittadini e ai Comuni di Valle”

In un comunicato, l’Ente traccia un bilancio di questi primi tre anni di attività. Parlano Daniele Mattio ed Emidio Meirone, sindaci di Revello e Sanfront

Il logo dell'Unione montana del Monviso

Il logo dell'Unione montana del Monviso

A pochi giorni di distanza dal “caso” che si era aperto circa l’eventuale recesso del Comune di Crissolo dall’Unione montana del Monviso, giunge agli organi di stampa un comunicato, emesso dall’Ente montano stesso, in merito ai primi tre anni di vita sotto forma di gestione associata.

I due aspetti non sono, direttamente, collegati tra di loro. Indirettamente, invece, possono esserci rimandi.

L’Amministrazione comunale di Crissolo aveva infatti motivato la proposta di recesso dall’Unione con problemi legati all’organizzazione interna del personale. Nella fattispecie, Crissolo aveva rimarcato come i propri dipendenti, suddividendosi tra Comune e Unione, non erano più in grado di “risolvere i problemi che si hanno quotidianamente in paese”.

Non dello stesso avviso sono invece Daniele Mattio ed Emidio Meirone, rispettivamente sindaci di Revello e Sanfront.

Nella nota stampa emessa dall’Unione, dove si tracciano “i primi bilanci della gestione in forma associata dei servizi”, il primo ad “intervenire” è proprio Mattio.

Attraverso l'istituzione dei Responsabili di Servizio – osserva - è oggi possibile individuare un unico referente per materia e per territorio, incentivando la specializzazione dei profili e fornendo un interlocutore importante tanto per i cittadini quanto per i piccoli comuni.

L’importanza dell’Unione dei Comuni risiede proprio nella capacità di migliorare l’efficienza dell’amministrazione riorganizzando l’esistente, senza creare nuovi enti”.

Una veduta non propriamente uguale a quella del collega Fabrizio Re, sindaco di Crissolo.

Il comunicato parla di “un cambiamento radicale, anche se talvolta impercettibile agli occhi del cittadino, che ha prodotto sensibili risparmi a carico delle Amministrazioni e della collettività” e di “articolazione di gruppi di lavoro settoriali” che, “oltre a contribuire all'efficienza del sistema in termini di tempo e di produttività”, ha “consentito all’Unione dei Comuni di avviare contrattazioni

unitarie in diversi ambiti, con peso decisamente superiore a quello dei singoli”.

Un esempio? Le assicurazioni di mezzi e locali, stipulate a livello di Unione, con “risparmi sensibili per tutti” e sollevando i Comuni dalle pratiche.

Il passaggio all’Unione – aggiunge Meirone - ha conferito al territorio una forza politica, numerica e contrattuale, impossibile altrimenti. La partecipazione ai tavoli di lavoro in qualità di Unione, conferisce ai nostri territori una credibilità maggiore.

Una forza che, in tema di affidamento di beni e servizi, si traduce in un maggior potere contrattuale. Nel caso delle assicurazioni, ad esempio, l’affidamento ad un unico operatore di tutte le polizze, ha permesso un risparmio del 10%; nel caso di acquisti, il risparmio è stato ancora superiore”.

Il passaggio all'Unione dei Comuni – prosegue Mattio - ha permesso l’individuazione di un unico revisore a disposizione degli associati. Nel primo anno e mezzo, i Comuni ne hanno sostenuto la pesa pro quota; a partire dal 2018, invece, è l'Unione a farsi integralmente carico del servizio, accollandosi gli oltre 26.000 Euro di spesa annua, senza rivalsa sui beneficiari del servizio. Anche le spese di manutenzione hardware e software, che pesano rispettivamente 16mila e 42mila euro, sono sostenute integralmente dall’Unione”.

Tra i risultati ottenuto dallo svolgimento dei servizi in forma associata, il comunicato cita la candidatura unitaria a bandi di finanziamento europei, come per quello sugli “interventi sulla rete sentieristica e per il progetto di Porta di Valle”, dove l’Unione ha beneficiato delle premialità previste per la presentazione di candidature congiunte da parte di più enti.

Infine, dal sindaco di Revello giunge ancora una parentesi circa i “Fondi Ato”: “Si tratta di risorse importanti, pari ad una media di circa 290euro euro l’anno, che derivano dalla raccolta del servizio idrico integrato e vengono reinvestiti per opere di bonifica.

In assenza di un’Unione di comuni attiva, al contrario, il nostro territorio non avrebbe percepito nulla”.

Nicolò Bertola

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