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Politica | giovedì 12 luglio 2018, 07:18

Centro per Cuneo manda un “altolà” al sindaco, che, sornione, risponde: “Sono i valori ad unirci”

I centristi alzano il tiro contro la ventilata candidatura di Federico Borgna in Regione col centrosinistra: “Se così fosse – scrivono in una lettera aperta - verrebbe meno l’accordo siglato prima delle elezioni comunali del 2017”. Ma l’interessato nega e replica con nonchalance: “Cuneo non va a sinistra, né a destra, ma guarda avanti”

Il sindaco Borgna con gli assessori Dalmasso e Serale

Ha un bel dire l’assessore Pd Mauro Mantelli che non vi sono tensioni in municipio a Cuneo all’interno della maggioranza uscita vincitrice dalle ultime amministrative.

La lettera aperta che il gruppo Centro per Cuneo, quello che conta lo stesso numero di consiglieri (7) del Partito Democratico, ha inviato al sindaco Federico Borgna se non ha il tenore di un ultimatum, poco ci manca.

I centristi vogliono sapere da Borgna se è vero o no che intende candidarsi alla Presidenza della Regione o comunque affrontare la competizione elettorale con il centrosinistra.

Già il fatto che non glielo chiedano di persona è sintomatico del clima non propriamente idilliaco che si respira in queste settimane in municipio.

Scrivono gli esponenti del gruppo consiliare Centro per Cuneo, non prima di avergli ricordato le battaglie sostenute in sua difesa, specie quando il Pd minacciava la rottura e voleva mandare in campo contro di lui Patrizia Manassero, allora senatrice e oggi vicesindaco: “Vogliamo chiederti di chiarire alcune indiscrezioni che da qualche settimana leggiamo sui giornali. È vero che sei disponibile ad accettare la candidatura a Presidente della Regione Piemonte per la coalizione di centrosinistra per le elezioni che si celebreranno a maggio 2019? Se così fosse, si creerebbe per noi un grande imbarazzo. Ma non solo, verrebbe meno l’accordo siglato prima delle elezioni comunali del 2017. E Cuneo sarebbe nuovamente chiamata a scegliere il sindaco, anzitempo rispetto al termine naturale del 2022. Non andiamo oltre. Questa è la domanda rispetto alla quale chiediamo risposta”.

Un messaggio nemmeno troppo cifrato che chi pratica la politica sa avere tutto il sapore dell’altolà.

Che i centristi fossero inquieti e irrequieti non è una novità: avevano morso il freno lo scorso anno, nella fase di accordo col Pd, e ancora più quando, nel momento della formazione della giunta, hanno dovuto cedere il vicesindaco.

Ora, forti del fatto che il Partito Democratico è in crisi maramaldeggiano, tirando la corda ma non a tal punto da strapparla.

Il quesito poteva benissimo essere posto in una delle tante riunioni di maggioranza che periodicamente si svolgono, ma i sette consiglieri di Centro per Cuneo hanno voluto farlo pubblicamente, dando quindi al gesto una chiara e precisa valenza politica. E già, perché fin dall’inizio non hanno mai accettato che la maggioranza di Cuneo fosse definita di “centrosinistra”.

Ciò che i centristi civici non dicono, ma lo si può leggere tra le righe, è che gran parte di loro simpatizza per il centrodestra, quel centrodestra forzista e moderato che spera di essere accolto alle regionali nel grande grembo di Matteo Salvini.

Ma Borgna, sornione, non si fa prendere in castagna e con astuzia tipica del politico navigato risponde a stretto giro di posta: “ll mio nome – replica - è uscito più volte affiancato a diverse candidature, alcune anche molto prestigiose. Un segnale che fuori da Cuneo il nostro lavoro viene letto in modo positivo per i risultati che porta e i risultati positivi non sono mai solo di un singolo, ma sono sempre di squadra.  Ad oggi – aggiunge per tranquillizzare i centristi – né qualcuno mi ha chiesto, né io ho dato la mia disponibilità a essere candidato come Presidente della Regione Piemonte per il centrosinistra”.

Ma il sindaco non si ferma ad una semplice replica. Va oltre, richiamando i valori, cari ai centristi, che hanno unito la coalizione: “Il quadro politico nazionale e internazionale che si è delineato in questi mesi – fa notare loro Borgna - sta facendo emergere delle forze che hanno valori di riferimento diversi e antitetici rispetto ai nostri. Credo sia questo il tema che, sia dal punto di vista culturale che politico, dobbiamo porci tutti quanti, prima come cittadini e poi come amministratori della comunità. Ed è questo il punto sul quale dobbiamo lavorare. Le traiettorie dei singoli, inclusa la mia, vengono in secondo piano. Cuneo non va a destra né a sinistra, va avanti, ma per farlo serve guardare avanti e non indietro, tenendo gli occhi ben aperti su quanto sta avvenendo in questo nostro Paese”.

Scaramucce estive, degne (per ora) soltanto del generale Agosto. Per capire se sarà vera guerra bisognerà attendere l’autunno.

GpT

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