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Attualità | giovedì 12 luglio 2018, 17:00

Movida Cuneo: "Gli esercizi pubblici danno lavoro, pagano le tasse e offrono felicità"

Il titolare di un esercizio del centro storico risponde punto su punto alla lettera del "disturbato" pubblicata da Targatocn

Immagine di repertorio by Pixabay

Buon giorno.

Mi chiamo Emanuele Peano ho 33 anni e sono il titolare di un esercizio di somministrazione del centro storico di Cuneo.

Inoltre sono stato residende per due anni in una delle zone "calde"interessate dalla movida cuneese.

Con la presente vorrei rispondere alle domande del signor "disturbato".

Cercherò di dare una mia opinione personale(che rispecchia in buona parte l'opinione di molti esercenti) rispondendo punto a punto alle domande dell'anonimo signore.


Punto primo: egualità tra disturbati e disturbatori.

Partendo dal presupposto che la legge prevede eguaglianza tra chi commette un reato(sempre che di reato si parli) e chi lo subisce, fino a prova contraria siamo tutti innocenti.

A detta mia bisogna innanzi tutto valutare il grado di disturbo arrecato.

Ho vissuto per anni in via Roma e sì, ho ho percepito nei week-end rumori molesti anche fino a tarda notte causato dagli avventori di taluni locali, ma, anche la mattina presto, rumori molestissimi causati dalla nettezza urbana, dallo sgombero neve, dal mercato del martedi, dall'allestimento di fiere e eventi luminosi; senza mai lamentarmi in quanto la scelta di vivere in quella posizione è stata mia e di

nessun altro la soluzione che ho trovato? Chiudere la finestra della camera da letto.

Punto secondo: la vita "rovinata"dei residenti.

Vorrei sapere dal signor "disturbato"quanto la propria vita sia stata rovinata dalla movida cuneese!

Se per rovinata intendiamo il poter tranquillamente passeggiare per le vie del centro storico a tutte le ore del giorno e della notte oppure la sua esistenza è stata irrimediabilmente devastata dalla rinascita di un centro storico allo sbando, che ha visto come maggior successo la riqualificazione degli edifici (in poche parole: se è proprietario di un immobile quasi sicuramente è seduto su una miniera d'oro) e delle strade.

Con vigore propongo una soluzione alle persone con la vita rovinata dallo stress urbano: andate a vivere nelle campagne.


Punto terzo: le punizioni immeritate.

Le attività dedite al lucro sono e saranno la spina dorsale della città senza di esse tutta l'economia della città collasserebbe centinaia di ragazzi e ragazze impiegati nel settore della somministrazione perderebbero il lavoro.

Penso che in molti si siano accorti che negli ultimi mesi Cuneo abbia subito un notevole tracollo in materia di affluenza turistica e commerciale a favore di città e paesi meglio organizzati e tolleranti.

La nostra città non può trasformarsi in un dormitorio non se lo puó permettere,non più.

Punto quarto: priorità ai giovani!

Come nel punto terzo ci tengo a ribadire l'importanza del commercio in una cittá come Cuneo.

Le attività "fracassone" assumono giovani, li fanno svagare e gli infondono cultura.

La musica è universalmente riconosciuta come cultura!

Le attività sportive sono sempre incentivate, basti pensare a tutti gli impianti recentemente rinnovati e costruiti con il patrocinio dell amministrazione comunale.

Impianti che vengono però spesso snobbati (vedesi la ciclovia che porta in valle Vermenagna) e che cadono in disuso per mancanza di fruitori.

Punto quinto, sesto, settimo, ottavo, nono e decimo: ma gli amministratori che fanno?

Mio parere personale: un'amministrazione pubblica non puo essere vessata continuamente da richieste di intervento per motivi futili.

Si signor Falco, reputo le continue lamentele scostanti, anti-sociali e economicamente controproducenti.

Quattro anni fa la città ha incominciato a vivere un momento di profonda serenitá economica anche grazie al boom delle attività di somministrazione. Gli esercizi pubblici danno lavoro, pagano le tasse e offrono felicità.

Il centro storico a mia memoria non è stato mai cosi pulito, ordinato e finalmente vivo.

Ho visto ragazzi e ragazze di ogni età e estrazione sociale vivere finalmente la città ogni piazza o via del centro sono animate.

Se l'alcool e la musica sono una piaga sociale non deve essere l'amministrazione di un comune di 70000 abitanti a deciderlo.

Esistono ministeri e organi nazionali di competenza che sono stati creati per analizzare determinate situazioni.interpellate loro dunque per arrivare a una soluzione.

In conclusione: ritengo necessario che chi si lamenta della cosiddetta movida notturna della città di Cuneo si faccia un rapido esame di coscienza.

Invito loro a confrontarsi con i fruitori delle attivitá messe alla gogna.non con i proprietari ma con gli uomini e le donne che scelgono la nostra città per evadere dall oppressione fisica e mentale che la vita ci obbliga a affrontare quotidianamente.

Mi firmo nella speranza di un confronto:

Emanuele Peano

lettera firmata

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