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Cronaca | 13 luglio 2018, 13:40

“Una cosa grossa a Dronero che ci farà passare una bella estate”: intercettati e arrestati gli autori della tentata rapina in banca a Dronero (VIDEO)

Operazione "Trasferta" condotta congiuntamente da polizia e carabinieri. In manette il basista (residente in paese e cliente dell'istituto di credito), suo cugino palermitano e i due autori materiali del colpo, tentato il 15 febbraio scorso. Uno di loro già in carcere per la tentata rapina in una gioielleria di Dronero avvenuta soltanto un mese dopo

“Una cosa grossa a Dronero che ci farà passare una bella estate”: intercettati e arrestati gli autori della tentata rapina in banca a Dronero (VIDEO)

“Una cosa grossa a Dronero che ci farà passare una bella estate”. È stata questa frase, intercettata in un colloquio telefonico svoltosi un anno prima, a portare alla risoluzione della tentata rapina alla filiale Unicredit di Dronero. Quattro gli arrestati: il basista D.G. residente a Dronero, il cugino palermitano R.G. e i due autori materiali del colpo, F.B. e P.P., anche loro di Palermo. Tutti pluripregiudicati, senza lavoro, tra i 40 e 50 anni.

Il colpo avvenne il 15 febbraio del 2018: due malviventi con il viso travisato dal cappuccio di una felpa si sono introdotti nell'istituto di credito armati di pistola. Fallirono per l'arrivo di un cliente e per la cassaforte temporizzata.

L'operazione, denominata “Trasferta”, è stata condotta congiuntamente da polizia e carabinieri di Cuneo. Esattamente un anno prima infatti, una persona residente a Dronero stava dialogando al telefono con il cugino di Palermo di un possibile colpo. L'uomo, D.G., era sotto intercettazione da parte della polizia per un'indagine di droga. E proprio quella frase “Una cosa grossa a Dronero” lo ha incastrato. Il loro linguaggio era criptico: parlavano di “giocattoli da far usare agli adulti” (riferendosi con ogni probabilità alle armi) e il cugino spingeva per concludere la “cosa” in quanto “affamato”.

Guarda le interviste video realizzata in conferenza al capitano Domenico De Biasio, comandante della Compagnia Carabinieri Cuneo e a Marco Mastrangelo, vice Questore Aggiunto:

Mettendo insieme le intercettazioni della polizia di dodici mesi prima e le indagini dei carabinieri sulla tentata rapina, il caso è stato risolto. “Il lavoro di squadra paga – ha commentato il procuratore aggiunto Gabriella Viglione in conferenza stampa -. A riprova dell'ottima collaborazione tra forze di polizia diverse. Ma – ha voluto sottolineare – senza le intercettazioni non avremmo risolto questo caso. Un fatto che ci deve far riflettere alla luce della nuova legge sulle intercettazioni”.

Il basista di Dronero era anche cliente della banca e, in un'occasione, si era lasciato scappare agli sportelli una frase che ancora di più lo ha incastrato: “Vi ho salvato da una rapina”. Esternazione fatta prima del tentato colpo, quando l'affare sembrava sospeso.

L'uomo si è occupato di tutta la parte logistica: ha comprato i biglietti per i due rapinatori, ha procurato loro l'arma e li ha ospitati in questa trasferta criminale. Spese tracciate sulla posta pay di uno dei due rapinatori. Gli inquirenti hanno ricostruito tutti gli spostamenti: tre giorni prima del colpo il viaggio in nave da Palermo a Genova, la permanenza a Dronero, e infine il ritorno a Palermo, il giorno successivo la rapina. Tutto con un solo biglietto comprato a nome di entrambi.

L'ultimo a essere individuato è stato il cugino che ha messo in contatto il dronerese con i due materiali autori della tentata rapina.

Gli arresti sono stati eseguiti nelle scorse settimane. Due nel Cuneese e due a Palermo. Uno dei due rapinatori (P.P) infatti era già in carcere per una violenta tentata rapina alla gioielleria di Dronero, avvenuta soltanto un mese dopo il colpo in banca. 

Cristina Mazzariello

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