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Attualità | 16 luglio 2018, 00:06

Saluzzo e Castellar dicono “sì” alla fusione, ma il dato più significante rimane quello dell’astensionismo

L’affluenza supera il 70% a Castellar, mentre nell’ex capitale del Marchesato di ferma poco sotto al 7%. Demarchi: “I cittadini democraticamente hanno dimostrato col voto che il vento è cambiato”. Calderoni: “Le forme amministrative non determinano tradizioni ed identità che vivono invece nell’impegno e nella passione della gente”

Stretta di mano tra i sindaci Calderoni e Demarchi

Stretta di mano tra i sindaci Calderoni e Demarchi

Vince il “sì” alla fusione per incorporazione tra Saluzzo e Castellar.

Prima ancora di soffermarci sui dati della consultazione referendaria – che non prevedeva quorum ed aveva carattere puramente consultivo – c’è da registrare una bassissima affluenza alle urne.

Non tanto per ciò che riguarda Castellar, dove la percentuale di elettori ha superato il 70%. Il dato più basso è infatti da ascrivere a Saluzzo, dove l’affluenza alla chiusura dei seggi non ha nemmeno raggiunto il 10%, fermandosi poco al di sotto del 7%.

Nell’ex capitale del Marchesato in 771 si sono detti favorevoli alla fusione, mentre i contrari sono stati 193.

Più risicata invece la forbice tra “sì” e “no” a Castellar, dove i favorevoli sono stati 109, mentre i contrari 88.

In totale, dunque, i “si” raggiungono quota 880 voti, mentre i “no” si fermano a 281.

Siamo contenti – dichiara il sindaco di Castellar Eros Demarchiperché il risultato ha rispecchiato le aspettative, anche se siamo stato in bilico sino al dibattito pubblico organizzato a Pagno. Da quella sera molti abitanti ci hanno fatto presente che non si riconoscevano in quello che era stato detto, e da quella sera è cambiato il vento e i cittadini, democraticamente, lo hanno dimostrato con il voto”.

Soddisfatto anche il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni: “Un bel risultato, che apre la strada ad una collaborazione proficua per valorizzare le due comunità e spero anche l’intera Valle Bronda.

D’altro canto, mi sento di rassicurare i dubbiosi che le forme amministrative non determinano tradizioni ed identità che vivono invece nell’impegno e nella passione della gente”.

Ora, come abbiamo già avuto modo di scrivere, l’iter continuerà nei Consigli comunali di Saluzzo e Castellar, che delibereranno di presentare la proposta di fusione alla Regione Piemonte. L’Ente regionale, acquisiti tutti gli atti propedeutici, varerà, presumibilmente entro la fine dell’anno, la legge che sancirà l’incorporazione del Comune di Castellar in quello di Saluzzo.

Nicolò Bertola

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