/ Cronaca

Cronaca | 16 luglio 2018, 16:08

A Cuneo processo per diffamazione e violazione di domicilio per un servizio di Striscia la Notizia

Imputati Edoardo Stoppa, autore del servizio, e l'ideatore del programma Antonio Ricci. L’inviato aveva denunciato lo stato di malnutrizione di tre mucche presso una stalla del Cuneese

A Cuneo processo per diffamazione e violazione di domicilio per un servizio di Striscia la Notizia

Quel che mi ha fatto più male vedendo il filmato in tv è stato di essere accusati di trattare male gli animali”. Il servizio, intitolato “Una stalla vecchia maniera”, era stato trasmesso da “Striscia la notizia” nell’aprile 2016. Si parlava di formaggi messi in vendita senza autorizzazione e di tre mucche denutrite. L’allevatrice titolare dell’azienda agricola in provincia di Cuneo si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Fabrizio Di Vito, nel processo che vede imputati il responsabile del servizio (Edoardo Stoppa) e l’ideatore del programma (Antonio Ricci) con le accuse di violazione di domicilio e diffamazione a mezzo stampa. Entrambi non erano presento in udienza.

Questa mattina in tribunale la giovane ha ricostruito l’episodio che l’ha vista protagonista. Un’esposizione mediatica di cui avrebbe fatto a meno: “Dopo la trasmissione non potevamo più farci vedere in giro”.

L’allevatrice ha raccontato si essersi ritrovata davanti l’intervistatore e il cameraman improvvisamente, mentre stava dando da mangiare agli animali, mucche, capre e pecore: “Erano arrivati dalla strada che porta alla nostra azienda, ma ci sono i cartelli di ‘strada privata’, con accesso vietato. Chiedeva di poter vedere gli animali che non erano tenuti bene. Gli ho risposto di no. Hanno insistito per un po’ di tempo. Quindi sono arrivate le guardie zoofile e un ufficiale di polizia giudiziaria. Mentre io ero con loro, gli altri due sono andati nelle stalle a far riprese senza la mia autorizzazione”.

Agli allevatori è stato contestato il maltrattamento nei confronti di tre vacche che sarebbero state troppo magre: “Due avevano appena partorito. Le hanno messe sotto sequestro e poi dissequestrate”, ha spiegato la donna. Dopo la denuncia di “Striscia” è in corso un procedimento penale davanti al tribunale di Cuneo per maltrattamenti: “Dicevano che in stalla c’erano più di venti animali, che erano legati alle mangiatoie da catene troppo corte, che mangiavano fieno ammuffito, mentre invece era usato come lettiera. Ma era tutto in regola, l’ASL non ci ha mai contestato nulla”. La donna ha aggiunto di essere rimasta traumatizzata e di aver dovuto ricorrere all’assunzione di farmaci.

Il filmato, della durata di pochi minuti, è stato visionato in aula. Secondo la parte offesa le riprese sarebbero durate molto di più, apportando tagli nelle conversazioni.

Per la difesa non ci fu violazione di domicilio: per arrivare all’azienda non c’erano portoni, muretti o campanelli, dalla strada si arriva direttamente al cortile.

Monica Bruna

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium