/ Cronaca

Cronaca | 16 luglio 2018, 17:03

Villanova Mondovì, ex commerciante di auto condannato a diciotto mesi per truffa

“Venduta la stessa vettura a due persone diverse”. Nella stessa mattina l'imputato è stato processato anche per omessa presentazione delle dichiarazioni IVA e imposte dei redditi relativi all’anno 2008: ascoltato in aula un luogotenente della Finanza

Villanova Mondovì, ex commerciante di auto condannato a diciotto mesi per truffa

L’avevo contatto per l’acquisto di un’Audi immatricolata in Belgio, messa in vendita su internet. Gli ho versato 10.000 euro di caparra, ma l’auto non arrivava. Ho iniziato a pressare il venditore e gli ho fatto mandare una lettera dall’avvocato. Ho avuto indietro 4.000 euro ma degli altri 6.000 non ne ho più saputo niente”.

E’ il racconto di un meccanico di Schio che nel 2011 aveva concluso la trattativa di acquisto della vettura con R.R., di Villanova Mondovì, all’epoca titolare di un’autofficina. A processo per truffa, l’imputato è stato condannato a 1 anno e 8 mesi di reclusione e al pagamento di 1.500 euro di multa. Il pm Alessandro Borgotallo ha motivato così la richiesta di condanna: “Nello stesso periodo c’era già un’altra denuncia per la vendita della stessa auto ad una persona diversa. Evidentemente l’Audi non esisteva”.

Secondo la difesa la restituzione di una parte della caparra versata stava ad indicare la buona fede del venditore, che avrebbe atteso di avere la disponibilità della restante parte di denaro.

Nella stessa mattina dopo la condanna, R.R., che sta scontando una pena per altri reati, era di nuovo imputato. Questa volta l’accusa era di omessa presentazione delle dichiarazioni IVA e imposte dei redditi relativi all’anno 2008. R. commerciava auto provenienti dall’Unione Europea. Il luogotenente della Guardia di Finanza ha riferito davanti al giudice sul sopralluogo eseguito presso la sede dell’autofficina a Villanova: “Trovammo la porta chiusa, pertanto fu impossibile ricostruire esattamente il volume di affari, che comunque doveva essere considerevole”.

L’udienza è stata rinviata a settembre per chiarire la discordanza degli importi che non sarebbero stati dichiarati, per oltre 240.000 euro di imposte dirette.


Monica Bruna

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium