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Politica | 16 luglio 2018, 09:25

Saluzzo: anche l’opposizione chiede lo sgombero del capannone di via Lattanzi occupato dai migranti

Comunicato stampa firmato da tutti i consiglieri di minoranza, eccetto Stefano Quaglia. Critiche al sindaco Calderoni: “Più volte aveva ribadito, perlomeno a parole, che il rispetto della legalità avrebbe dovuto rappresentare un caposaldo. I fatti, purtuttavia, dimostrano il contrario”

Il capannone occupato in via Lattanzi

Il capannone occupato in via Lattanzi

Anche l’opposizione del Consiglio comunale di Saluzzo prende posizione sull’occupazione – da parte di un numero non meglio precisato di migranti – del capannone di via Lattanzi, un tempo sede della “Cogibit” e poi utilizzato come magazzino della Provincia di Cuneo.

I consiglieri Domenico Andreis, Daniela Contin, Andrea Farina, Dario Miretti e Danilo Rinaudo hanno infatti firmato un comunicato stampa, poi inoltrato alla stampa locale.

Il documento non è stato firmato da Stefano Quaglia che, nel corso di uno degli ultimi Consigli comunale, in un intervento che “apriva” alla soluzione del dormitorio temporaneo allestito dal Comune al Foro Boario, aveva espressamente detto con forza “Su questione degli stagionali non può e non deve giocarsi la prossima campagna elettorale”.

“Esprimiamo sentita preoccupazione – scrivono i consiglieri - per una situazione che, oltre a costituire una pacifica violazione della proprietà privata, rappresenta il travalicamento dell’imprescindibile binomio che deve unire la solidarietà alla legalità”.

Nel comunicato non mancano le critiche nei confronti del primo cittadino saluzzese, Mauro Calderoni: “In Consiglio comunale, più volte aveva ribadito, perlomeno a parole, che il rispetto della legalità avrebbe dovuto rappresentare un caposaldo della gestione dei migranti stagionali e che, anzi, l’apertura del dormitorio sarebbe valsa quale premessa per un migliorato rispetto delle regole, andando – a suo dire – ad eliminare la problematica degli accampamenti abusivi presenti durante le scorse estati.

I fatti, purtuttavia, dimostrano il contrario. L’apertura del dormitorio non ha risolto la presenza di soggetti che bivaccano sotto il viale del Foro Boario e, da ultimo, l’occupazione dell’ex magazzino della Provincia di Cuneo desta rincrescimento e smarrimento in una cittadinanza che, tra gli altri aspetti, si è vista accollare un non indifferente onere economico e che, di contro, non può accettare la presenza di reati, quali quello della violazione dell’altrui proprietà privata che, se tollerati, lascerebbero un messaggio di scarso o nullo rispetto delle regole”.

Andreis, Contin, Farina, Miretti e Rinaudo si fanno quindi carico di “un dovere giuridico e politico, sia nei confronti della popolazione saluzzese sia di fronte ai proprietari del fabbricato”, chiedendo al sindaco ed alla Giunta l’adozione “in coordinamento con Prefettura, Questura, locali Forze dell’ordine” di “misure ritenute più idonee all’immediato sgombero degli occupanti e dell’ex magazzino della Provincia di Cuneo in via Lattanzi, perché né fantomatiche o reali esigenze produttive né lo spirito di solidarietà possono in alcun modo giustificare l’occupazione illegittima di una proprietà privata”.

Resta da capire, senza un esposto da parte della proprietà della struttura e senza solidi motivi di ordine pubblico, quali possano essere le azioni di sgombero da adottare.

Nicolò Bertola

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