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Attualità | 18 luglio 2018, 12:53

Personale ed "amici" dei rifugi in campo per liberare dalla neve il “Buco di Viso”

Il tunnel, per via della spessa coltre di neve, di oltre 4 metri, rischiava di rimanere impraticabile per tutta la stagione

Le operazioni di riapertura del "Buco di Viso" sul versante francese

Le operazioni di riapertura del "Buco di Viso" sul versante francese

L’anno scorso ci avevano pensato gli operatori del Parco francese del Queyras.

Quest’anno, invece, sono scesi in campo gestori, personale ed “amici” del rifugio “Vitale Giacoletti” (versante italiano) e del francese “Refuge du Viso”.

Obiettivo: la riapertura – sul versante francese - del “Buco di Viso”, il più antico traforo alpino che collega Italia e Francia, nella fattispecie la Valle Po con il Queyras.

Come avevamo anticipato domenica scorsa, c’erano timori per la riapertura del tunnel, voluto dal marchese di Saluzzo Ludovico II, dal momento che lo strato di neve accumulatosi durante l’inverno raggiungeva i quattro metri ed era notevolmente compatto.

Nonostante il rialzo termico, infatti, la neve faticava a fondere. Nessun problema, invece, all’imbocco del tunnel sul versante Italia.

L’operazione – e l’impegno profuso – del personale, insieme agli instancabili amici, dei rifugi è stato indispensabile per riaprire uno dei passaggi fondamentali del “Giro di Viso”, oltre ad essere una meta che attrae annualmente centinaia, se non migliaia, di escursionisti.

La notizia della riapertura del “Buco” è stata confermata anche sui canali social del Parco del Monviso. Occorre sempre prestare massima prudenza, specialmente sul versante francese, nell’affrontare il Colle delle Traversette, poco a monte rispetto al “Buco di Viso”.

Il “Sentiero del Postino”, che in due ora circa conduce dal rifugio “Vitale Giacoletti” al “Buco di Viso”, è perfettamente praticabile.

Nicolò Bertola

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