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Eventi | venerdì 20 luglio 2018, 13:08

"Conoscere e amare l'Italia": la mostra fotografica di Bazzoni, padre del Fai, al Castello della Manta

Un viaggio nell’Italia che non c’è più. 300 scatti dell’architetto milanese in cui sono documentate Le trasformazioni del Paese. Fino al 26 agosto

Castello della Manta, "Conoscere e amare l'Italia": la mostra fotografica di Bazzoni

Castello della Manta, "Conoscere e amare l'Italia": la mostra fotografica di Bazzoni

 

E' un  bel viaggio nell’Italia che non c’è più  la mostra “Conoscere e Amare l’Italia” - Le trasformazioni del Paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni, padre del Fai, inaugurata ieri nel castello della Manta, bene Fai per eccellenza della Granda.

Occupa le fresche e suggestive cantine del maniero e sarà  visitabile fino al  26 agosto.  “Una iniziativa importante per il castello ospitare l’esposizione di scatti fotografici del  fondatore ( con Maria Giulia  Crespi, Renato Predieri e Franco Russoli ) del Fai nel 1975Silvia Cavallero property manager del Castello.

La mostra itinerante, già visitatissima  in altre parti del  Paese, valorizza l’archivio fotografico di grande importanza di Bazzoni  (scomparso improvvisamente  nel 1996) donato al Fondo ambiente italiano dalla moglie Carla.

Raccoglie una selezione di 300 scatti spiega il curatore  Alberto  Saibene  tra gli oltre 30 mila del corpus firmato dall’architetto milanese che  indagò per tre anni con la macchina fotografica, diventata strumento di denuncia, il dissesto ambientale dell’Italia e del suo patrimonio, dopo le alluvioni di Firenze e del Veneto.

Un remake contemporaneo della prima mostra dell’autore nel 1967, dove fece conoscere questi disastri attraverso l’ inventario fotografico “degli sfregi, degli stupri… degli oltraggi perpetrati ai danni del nostro patrimonio artistico e naturale  ….che bastano a farci arrossire davanti al mondo intero” come scrisse Indro Montanelli nella sua recensione sul “Corriere della Sera” in occasione dell’inaugurazione a  Milano.

Nella mostra c’era  l’impegno civile  di far nascere una coscienza educata alla tutela dell’ambiente e del patrimonio italiano da parte di Bazzoni. Continua ad essere il valore aggiunto di questa mostra che facendo conoscere ciò che è stata la trasformazione della nostra nazione, raccontandone  l’evoluzione da paese agricolo a industriale, l’avvento del turismo di massa, il massiccio  processo di  cementificazione  con i conseguenti oltraggi “sensibilizza l’opinione pubblica alla tutela di un paesaggio  che il mondo intera ci invidia” Roberto Audisio, delegato regionale alla Comunicazione presente con Francoise Giorgis Capo delegazione del Fai Cuneo.

La mostra è divisa in sei sezioni (a ciascuna corrisponde un monitor su cui scorrono le immagini).  Tra queste anche  quella dedicata alle Valli del Piemonte  con le fotografie di una delle prime spedizioni etnografiche di Bazzoni attorno alla metà degli anni Sessanta. Da architetto, affascinato in particolare dalla Valsesia e dalle valli attorno al Monte Rosa, è attratto dai dettagli costruttivi come ha evidenziato il sindaco di Manta Mario Guasti , dall’uso del legno e della pietra per le abitazioni che hanno sfidato i secoli, dalle necessità dell’uomo ridotte all’essenziale.

Lo dimostrano le case Walser che custodiscono, nello stretto rapporto con la natura, la forza di una tradizione, di una civiltà. L’interesse di Bazzoni, però, è anche inserire le abitazioni nei paesaggi dove sorgono e ritrarle con chi le rende vive, una coppia di anziani contadini o un gruppo di bambini sorridenti.

L’esposizione prosegue con le sezioni sull’Architettura spontanea o rustica, frutto delle ricognizioni di Bazzoni nei primi anni Cinquanta alla scoperta di un’Italia “minuta” e produttiva; sul lavoro di indagine che confluì nella mostra del 1967 Italia da salvare, a cura di Touring Club Italiano e Italia Nostra, che per la prima volta ha posto i cittadini di fronte ai disastri del dissesto ambientale; sul fragile habitat di Venezia e la “bellezza accattivante e splendente, direi sfacciata” della Laguna, che l’architetto considerava non sufficientemente salvaguardata; sugli scempi edilizi nelle zone costiere nel periodo del boom economico.

Infine, la sezione Nel solco di Romolo: leggere il territorio, la storia dell’uomo attraverso il paesaggio che per Bazzoni era “un corpo vivo che traduce in forme i contenuti delle civiltà che vi si svolgono”.

La mostra è arricchita da un video-documentario dedicato al padre del Fai – a cura di Simone Pera e Alberto Saibene – che recupera rare interviste a Bazzoni e le testimonianze di chi lo ha conosciuto e frequentato. Ingresso alla mostra a contributo libero.

Giorni e orari di apertura:  dal 20 luglio al 26 agosto, da martedì a domenica, dalle ore 10 alle 18. Venerdì 20 e 27 luglio, 3, 10, 17 e 24 agosto, sabato 11 e 18 agosto, in occasione delle Sere FAI d’Estate, la mostra sarà visitabile fino alle 23.

Per informazioni: www.mostrabazzoni.it; faimanta@fondoambiente.it; 0175 87822 www.fondoambiente.it.

L’esposizione che ha il patrocinio di regione Piemonte ( rappresentata all’inaugurazione dal consigliere Paolo Allemano) Provincia di Cuneo e Comune di Manta è organizzata con il contributo e l’impegno degli Amici del FAI. Sono coinvolti nell’allestimento la Delegazione FAI di Cuneo, i  volontari FAI del Castello della Manta e gli studenti del Liceo “ Bodoni” e del  “Soleri - Bertoni” di Saluzzo .

 

 

 

Vilma Brignone

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