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Curiosità | venerdì 20 luglio 2018, 12:30

Team di ricercatori nelle acque del Lago Fiorenza di Crissolo per cercare la barca che a fine Ottocento portava i turisti sul lago alpino

Importante operazione del gruppo speleologico “Francesco Costa” di Saluzzo. In campo, al fianco dei sub che si immergeranno, un ROV, Remotely Operated Vehicle e un metal detector subacqueo. Due i giorni di ricerca: gli operatori dormiranno sabato notte a bordo lago

Le immagini d'epoca che ritraggono "La Bella Fiorentina" nelle acque del Lago Fiorenza

Una barca sul fondale del Lago Fiorenza, in alta Valle Po.

La cercherà, per tutto il fine settimana, il gruppo speleologico “Francesco Costa” di Saluzzo. Per due giorni, il team impiegherà attrezzature all’avanguardia, nel tentativo di ritrovare i resti de “La Bella Fiorentina”.

L’imbarcazione fu varata il 23 luglio del 1874. All’epoca si trattò di un vero e proprio progetto turistico innovativo: escursionisti e turisti potevano infatti essere condotti in un giro in barca nel lago Fiorenza, a quota 2113 metri di altitudine. A conferma della presenza dell’imbarcazione nelle acque del lago alpino, vi sono foto d’epoca e cartoline, come dimostra l’immagine che pubblichiamo a corredo del nostro articolo.

Come si muoverà, dunque, il team di ricercatori durante le fasi di ricerca, che si svilupperanno nelle giornate di sabato e domenica?

In acqua verrà calato un ROV, Remotely Operated Vehicle, ispezionerà il fondo del Lago Fiorenza. Parallelamente, verrà impiegato un metal detector subacqueo, mentre operatori sub addestrati si immergeranno nelle fredde acque del Fiorenza come ricercatori.

Dall’alto, un drone riprenderà tutta l’operazione, che inizierà, meteo permettendo nella mattinata di sabato 21 luglio. Operatori e attrezzature rimarranno a bordo del lago sino alle prime ore del pomeriggio di domenica, quando si concluderanno le ricerche.

Per motivi logistici e di tempistiche, il team, nella notte di sabato, pernotterà a bordo del Lago Fiorenza.

Lo Speleo Club Saluzzo “Francesco Costa” è operativo all’interno della Sezione del Cai “Monviso”, sempre di Saluzzo. È proprio da questa sede che è partita l’idea della strana e curiosa esplorazione storica del Fiorenza.

In seguito, la sinergia tra la locale sede Cai, il Comune di Crissolo e il Parco del Monviso ha fatto sì che il progetto potesse decollare.

La ditta Sors Ricerche Speciali, interpellata dal Cai saluzzese, ha prontamente aderito al progetto, mettendo a disposizione esperienza e materiali particolari.

Nicolò Bertola

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