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Cronaca | sabato 21 luglio 2018, 17:19

"Grazie Maurizio, per tutto e per sempre": una Cuneo in lutto si stringe nell'ultimo saluto al caporal maggiore Giordano

"Sei stato un grande regalo del Padre, non solo per noi della famiglia ma per chiunque ti abbia conosciuto. Sicuramente ci senti anche oggi, così in tanti"

Foto di: Simone Giraudi

"Questo senso di abbandono dovrà diventare abbandono al padre e accettazione. Grazie Maurizio, per tutto e per sempre."

E' con queste parole che si è conclusa l'omelia di Monsignor Aldo Giordano, zio del caporal maggiore Maurizio Giordano, deceduto l'11 luglio in Pakistan e salutato oggi (sabato 21 luglio) da una gigantesca folla per l'ultima volta nel Duomo di Cuneo.

Tra i tanti presenti - oltre ovviamente alle molteplici penne nere, la famiglia e gli amici - moltissime personalità civili (il sindaco Federico Borgna e gran parte della Giunta, i politici cuneesi Giorgio Bergesio, Marco Perosino, Mino Taricco, Flavio Gastaldi e Monica Ciaburro), militari (di tutti i reparti delle forze dell'ordine, compreso il Capo di Stato Maggiore dell'esercito Generale Salvatore Farina) e amministrative (tra cui il Prefetto Russo).

"Ci manchi tantissimo - ha detto Monsignor Giordano durante l'omelia - ; in questi giorni, in famiglia, ci sentiamo come Maria ai piedi della Croce ma come cristiani non possiamo non immaginare che dietro la tua vita ci fosse un misterioso disegno, compiuto e realizzato proprio su quella montagna."

"Sei stato un grande regalo del Padre, non solo per noi della famiglia ma per chiunque ti abbia conosciuto. Un giovane pensoso, che si faceva domande sulla vita: scalavi in cerca dell'oltre, di Dio. Non si poteva non volerti bene."

"L'ultima volta che ci siamo sentiti per telefono - ha ricordato anche Monsignor Giordano - ti ho detto che eravamo tutti con te, lì in Pakistan, e tu mi hai detto che ci sentivi forte. Sicuramente ci senti anche oggi, così in tanti."

Nel corso della cerimoniagli interventi legati alla memoria di Maurizio hanno ricordato quanto fosse un ragazzo umile "che certo non desiderava la gloria, ma che se la meritava sicuramente". C'è stato spazio per recitare la preghiera dell'Alpino e per cantare Signore delle Cime, e anche per leggere una lettera con la riflessione del Maggiore Stella, il capo della spedizione di cui Maurizio faceva parte (rientrata proprio oggi in territorio nazionale).

s.g.

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