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Speciale casa, arredamento e giardini | sabato 21 luglio 2018, 13:30

L'argilla trasformata in cotto, arreda le nostre case da migliaia di anni

L'argilla viene ricavata attraverso un'attenta selezione dei vari strati rocciosi e la sua composizione racchiude in sé il segreto della particolare colorazione che va dal rosso amaranto al giallo ocra, dovuta alle varie zone di escavazione.

L'argilla è il materiale che più di ogni altro ha seguito le abitazioni dell’uomo nel corso dei secoli. Spesso definita come materia viva, grazie alla sua particolare composizione completamente biologica, viene estratta da rocce sedimentarie che si sono formate nell'arco di millenni per il deposito di particelle molto fini. L'argilla viene ricavata attraverso un'attenta selezione dei vari strati rocciosi e la sua composizione racchiude in sé il segreto della particolare colorazione che va dal rosso amaranto al giallo ocra, dovuta alle varie zone di escavazione. L'argilla è composta da numerosi elementi come l'ossido di ferro, il silicato di alluminio, sabbia, carbonato di calcio e altre sostanze.

L'argilla veniva utilizzata fin dall'antichità in moltissimi settori. Ad esempio i persiani, gli egizi e i cinesi la impiegavano per la produzione di manufatti ed i reperti più antichi risalgono al 7000 a.C. Questo materiale stato usato da molti popoli non solo per la costruzione, ma anche per la realizzazione di oggetti in terracotta legati alla spiritualità e alla religione. Attualmente, oltre che nei settori dell'edilizia e la produzione dei laterizi e vasellame, viene utilizzata per la cosmesi e la medicina alternativa. Nella floricoltura si utilizza la cosiddetta argilla espansa molto utile per la sua azione di drenaggio. Ma il suo maggiore utilizzo avviene per la realizzazione di piastrelle da rivestimento e pavimento per interni ed esterni. Dall'argilla impastata con acqua ed essiccata in forno si ricava il cotto. Per la realizzazione del cotto, l'argilla viene estratta dalla cava, pulita e filtrata per eliminare i vari residui e i vuoti d'aria. Una volta selezionata, viene sottoposta ad un periodo di stagionatura per poi essere impastata con l'acqua e colata all'interno di stampi che verranno collocati in zone speciali per l'essicazione. Dopo questo procedimento si passa alla cottura vera e propria in forni speciali detti a tunnel, con temperature che oscillano dai 600/800 ai 1000/1200 C°. Esistono diverse lavorazioni del cotto: quella più pregiata è sicuramente realizzata a mano, quella meno pregiata, invece, avviene con l'ausilio di macchinari industriali. La lavorazione da vita a svariati formati come: le lastre, le tavelle, i mattoncini, i gradini, gli elementi ad angolo, le mattonelle esagonali, quadrate, rettangolari ed i listelli, che potranno essere disponibili in finitura grezza o liscia.

Il cotto trae la sua origine e denominazione da poche zone dove tuttora è prodotto come: la Toscana, l'Umbria, il Lazio, l'Emilia-Romagna e la Campania. Le aziende che lavorano questo materiale offrono prodotti pavimentali e di rivestimento nati per soddisfare le peculiarità architettoniche e artistiche più svariate. Oltre alla classica produzione fatta a mano o in modo industriale, alcune aziende lo propongono in modo innovativo andando a legare l'argilla a quarzi e speciali resine, creando forme non convenzionali. Alcune piastrelle in cotto vengono decorate come avveniva anticamente con disegni, festoni e rosoni dando vita alla famosa ceramica Vietrese. Noto per la sua porosità, il cotto tende a mantenere lo sporco e a macchiarsi. Però se adeguatamente trattato in fase di posa e durante la manutenzione ordinaria, dura inalterato nel tempo. Il cotto è un materiale dal sapore antico che ancora oggi infonde nelle case un fascino senza tempo.














M.L.

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