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In&Out | domenica 05 agosto 2018, 07:30

Da Madonna delle Grazie a Grafton, Boston: la vita "tra gli altri progetti" di Veronica Maccario

"Cuneo e la Bisalta mi mancano, come mi manca parlare italiano, ma il mio futuro è in North Carolina con il mio fidanzato... facendo nuove esperienze ogni giorno!"

- Partiamo dall'inizio; come sei arrivata da Cuneo a Grafton?

Era novembre 2016, ero tornata a Cuneo da poco dopo una bellissima esperienza di 5 mesi in Spagna. Era un periodo in cui mi sentivo parecchio scoraggiata, vedendo la maggior parte dei miei amici eccellere negli studi o con obiettivi e desideri di carriera futuri che io non avevo, per il semplice fatto che ancora non sapevo cosa mi appassionasse e cosa davvero mi rendesse orgogliosa di me stessa. Sentivo di aver bisogno di cambiare aria, in quel periodo facevo 4 lavori, dormivo poco e mi sentivo esausta, senza soddisfazioni.

Un giorno, annoiata, scorrevo la mia home di Facebook e, chiamiamolo destino, mi è apparso uno di quegli slogan sponsorizzati "Diventa au pair in USA!". Era una cosa che conoscevo già, ma fino ad allora mi ero limitata solamente a viaggiare in Europa. Detto fatto: sono partita per gli Stati Uniti a marzo 2017 come ragazza alla pari!

Il primo anno l'ho vissuto in una famiglia americana in un piccolo paese in South Carolina chiamato Fort Mill. Con questo programma si ha poi la possibilità di estendere per altri 6,9 o 12 mesi. A marzo di quest'anno ho esteso per altri 6 mesi in una nuova famiglia che abita, appunto, a Grafton, nella periferia di Boston.

- Che paese è Grafton? Come lo descriveresti ai tuoi (ex)compaesani?

Grafton mi ricorda molto il paese dove sono cresciuta, Madonna delle Grazie. È un paese che definirei "country", molto religioso, tranquillo e verde; mi sento bene qui, amo la tranquillità e la natura. Abito di fronte ad un bellissimo golf club, intorno a me ci sono case gigantesche di famiglie molto benestanti, alberi laghi e prati immensi.

Da quando sono qui, inoltre, ho già viaggiato in quasi 20 degli stati componenti gli USA, e ho avuto il piacere di godere dei migliori paesaggi che il mondo possa offrire: New York, la Florida, North e South Carolina, San Diego, Beverly Hills, Las Vegas, Philadelphia, lo Zion Canyon in Utah, Nashville.

- Come stai vivendo il tuo "periodo americano"? Quanto è cambiata la tua quotidianità, una volta in America?

Da quando sono qui la mia vita è cambiata completamente, sto vivendo un bellissimo sogno: ho incontrato persone meravigliose, fatto nuove amicizie e incontrato l’amore della mia vita.

Certo, tante sono state le difficoltà: la lingua e i vari slang e accenti presenti, l'utilizzo del dollaro invece dell'euro, le unità di misura differenti, la cucina stranissima e tutt'altro che sana, la grandezza fisica esagerata di ogni cosa, il cambio automatico nelle automobili e le differenze nelle regole di viabilità, l'assenza totale del concetto di "passeggiata", il fatto che si possano comprare alcolici, sigarette e junk food in farmacia, la presenza dell'aria condizionata praticamente ovunque a prescindere dalle condizioni meteo e quella invasiva della tecnologia, in ogni sua possibile forma.

- Cosa ti manca di più della provincia Granda?

La cosa che mi manca di più è la mia famiglia: mia madre, mio padre, i miei nonni, mio fratello, il mio cane. Mi mancano i miei amici, la frutta e la verdura fresca del mio orto, i portici di Cuneo e la tranquillità della città; mi manca passeggiare sul viale, sentire l’odore del caffè espresso del bar, sentire la gente parlare in piemontese e svegliarmi al mattino con la vista della Bisalta.

Mi manca andare in bici in via Roma, le feste del paese, mi manca parcheggiare dalle piscine e prendere l’ascensore per andare al mercato del martedì; mi manca il pane fresco preparato da mio nonno, andare a messa la domenica mattina, uscire di casa e conoscere un sacco di gente, essendo la città così piccola e, naturalmente... mi manca parlare italiano!

- Pensi che il tuo futuro sia in Italia o in America? O in un'altra parte del mondo?

Prima di incontrare Jose, il mio ragazzo, non era nei miei piani estendere questi 6 mesi. La mia intenzione era di tornare in Italia lo scorso marzo, cercando poi di trovare un lavoro in cui sfruttare la mia conoscenza della lingua inglese; lui mi avrebbe seguito e avrebbe cercato poi un lavoro probabilmente a Milano sempre nell’ambito del software development and design.

Qualche mese fa abbiamo cercato di essere più obiettivi e ho messo da parte la mia malinconia dell’Italia cercando di pensare con i piedi per terra al nostro futuro. Lui ha una carriera in corso che sarebbe un peccato lasciare (non sarebbe lo stesso in Italia per quanto riguarda successo e salario) e sicuramente vedo un futuro più facile e meno noioso qui negli Stati Uniti. Adesso viviamo in due stati differenti ma viaggiamo ogni due settimane per incontrarci. È divertente perché molte volte ci incontriamo a metà strada, in un aeroporto random, solo per viaggiare e visitare altre città.

A settembre avrò finito con il programma “ragazza alla pari” e mi trasferirò definitivamente da lui vicino a Charlotte, in North Carolina (dove ho passato il mio primo anno da ragazza alla pari). All’inizio per legge non potrò lavorare, dovrò aspettare il permesso di lavoro ma lui ha una buona posizione nel suo lavoro ed è economicamente messo bene. Nel frattempo voglio studiare un po’ di business per i fatti miei perché ho un progetto di cui ancora non voglio parlare, per scaramanzia.

Ho intenzione, poi, di studiare la mia passione più grande, nutrizione. Nel futuro mi vedo qui con lui, facendo nuove esperienze ogni giorno e condividendo le nostre passioni: viaggiare (il nostro prossimo viaggio sarà probabilmente Messico e Cuba), boosted boards, fitness, video e foto editing, volare i nostri droni e facendo tutte le esperienze più estreme che ci sono!

s.g.

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