/ Cronaca

Spazio Annunci della tua città

Libera su 3 lati: camera, sala, bagno, cucina con uscita in giardino. Terreno 13.000 mt bosco castagni e frutteto....

Jordan nato 16/04/2018 magnifico sano cucciolo sverminato ciclo vaccinale completo libretto sanitario e certificazione...

generico settore agricoltura allevamento avicolo a tempo indeterminato azienda agricola del Monferrato (AL) ricerca...

Nel borgo marinaro di Gioiosa Marea e a pochi passi dal mare, pittoresca recentemente ristrutturata. La casa, dotata...

Che tempo fa

Cerca nel web

Cronaca | giovedì 09 agosto 2018, 15:09

“Se qualcuno ha visto, mi aiuti a ricostruire la dinamica del mio incidente sul Monviso”

L’8 settembre 2016, durante la discesa lungo la “Via Normale”, la caduta contro un masso che l’ha resa paraplegica, costretta in sedia a rotelle. Ora Giuliana cerca testimoni per ricostruire la dinamica di quanto successo

Le immagini scattate l'8 settembre 2016 sul Monviso

Giuliana Turra, 38 anni, è un’ostetrica dell’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo.

Appassionata di corsa in montagna, due anni fa aveva deciso di tentare l’ascesa ai 3841 metri del Monviso. Aveva scelto, insieme ad altri compagni di cordata, il mese di settembre per salire in vetta al Re di Pietra, da tutti considerato il periodo migliore.

Così, l’8 settembre del 2016, era partita alla volta della vetta. L’ascesa viene portata a termine senza particolari problemi. È durante il ritorno verso valle che succede l’irreparabile.

Dietro di me avevo un compagno di escursione. – ci racconta – Eravamo legati non tanto per la pericolosità del tratto, ma per scrupolo: nonostante io avessi sempre corso in montagna, avevo deciso di affrontare la discesa legata”.

Lungo la “Via Normale,” poco a monte del Rifugio Vitale Giacoletti, l’uomo alle sue spalle si appoggia ad un masso che, spostandosi, cade verso valle, travolgendola. “Quando ha sentito tirare la corda – continua Giuliana – istintivamente l’ha tirata verso di lui, per non farmi cadere a valle. Io, però, sono finita sopra un masso”.

Il trauma è gravissimo, e si capisce sin da subito. C’è una lesione della colonna vertebrale che interessa il midollo spinale. Giuliana viene soccorsa immediatamente, anche con l’ausilio dell’elisoccorso.

Ma da quell’8 settembre Giuliana è costretta a vivere in sedia a rotelle, paraplegica.

A distanza di due anni, la donna ha lanciato un appello, condiviso sul gruppo Facebook “Lo splendore dei monti e delle Valli della Provincia di Cuneo”.

Dopo un anno e mezzo di cure, interventi e ricoveri ospedalieri – ci dice Giuliana – mi è stato consigliato di rivolgermi all’assicurazione, per ottenere un indennizzo, alla luce delle gravissime conseguenze dell’incidente”.

Aperta la pratica, qualcosa è cambiato. E le assunzioni responsabilità (pur senza dolo) che sembravano ben delineate, sono venute meno.

Ho bisogno – le parole di Giuliana – che chi quella mattina ha assistito all’incidente mi aiuti a ricostruire la dinamica. Quella mattina, lungo la ‘Normale’, c’erano anche altre persone che sicuramente hanno assistito e che potrebbero darmi una mano”.

La nostra chiacchierata con Giuliana volge al termine. Ma, prima della fine, tocchiamo ancora un aspetto, che allo stesso modo la donna tiene a mettere in evidenza.

Giuliana ci parla del suo ritorno alla quotidianità, dopo un incidente che le ha cambiato radicalmente la vita.

Dopo lo sconforto iniziale – ci ha detto – sono stata contenta di tornare a lavorare. Qui (al Santa Croce di Cuneo: ndr) ho ricevuto tante visite, tanti sorrisi e le donne che seguo (come ostetrica: ndr) mi danno tanto, tantissimo.

Ci tengo sempre a ricordarlo perché la mia vita, anche se stravolta, mi ha riservato qualcosa di positivo. Sono un’altra Giuliana, ma felice, grazie al supporto di mia sorella e delle mie colleghe, che mai mi hanno lasciato sola, nemmeno per un giorno”.

Nicolò Bertola

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore