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Fossanese | giovedì 09 agosto 2018, 19:45

La Corte di Cassazione conferma la pena di cinque anni per la tragedia del Molino Cordero di Fossano

Per i giudici l'imprenditore Aldo Cordero era molto esperto, per questo da lui si attendeva molto di più in materia di rispetto degli obblighi di sicurezza

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a cinque anni, dell’imprenditore Aldo Cordero, per la tragedia accaduta del suo Molino Cordero accaduta a Fossano il 16 luglio del 2007, dove morirono cinque lavoratori: Valerio Anchino, Marino Barale, Antonio Cavicchioli, Massimiliano Manuello e Mario Ricca. La pena non tiene solo conto della gravità dell’evento, ma è calcolata sul “grado di colpa” dell’imputato.

Imprenditore “esperto”, da lui si attendeva molto di più in materia di rispetto degli obblighi di sicurezza. È questo il principio, della «esigibilità della condotta doverosa», richiamato dalla Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso aprile ha confermato le sanzioni inflitte ad Aldo Cordero dalla Corte d’appello di Torino.

La difesa di Aldo Cordero, nel suo ricorso, affermò che nel calcolo della pena era stato “operato una sorta di automatismo”. La Cassazione si è detta di parere contrario: i giudici torinesi hanno “valutato l’esigibilità della condotta doverosa tenendo conto, per l’imputato, delle sue capacità ed esperienze, come datore di lavoro, nell’ambito dell’attività molitoria, che esercitava attendibilmente da decenni”.

NaMur

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