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Economia | venerdì 10 agosto 2018, 15:57

Spazzatura elettronica, raccolta differenziata ed ecologia nelle scuole

Le cartucce, si sa, sono infatti rifiuti speciali che non sempre in famiglia si sa come smaltire e sono messi erroneamente (troppo spesso) fra i rifiuti residui.

Già da qualche anno è stato promosso nelle scuole un progetto per insegnare ai ragazzi la raccolta differenziata e la salvaguardia ambientale attraverso l’inserimento a scuola di box specifici per rifiuti speciali, in particolare le cartucce delle stampanti. Le cartucce, si sa, sono infatti rifiuti speciali che non sempre in famiglia si sa come smaltire e sono messi erroneamente (troppo spesso) fra i rifiuti residui.

In realtà la cartuccia dovrebbe essere messa nell’involucro della nuova installata e riposta nei punti di raccolta di negozi specializzati o in bidoni preposti proprio a quello scopo dal Comune. In questo modo chi di competenza potrà procedere nel recupero della cartuccia per la produzione di cartucce rigenerate, che pur non essendo di alta qualità, possono andar bene per chi non ha grandi esigenze o usa stampanti vecchie.

Chi ha esigenza di avere stampe di qualità, per documenti o foto, o per l’uso domestico classico di norma sceglie, comunque, le cartucce nuove originali, capaci di garantire un risultato perfetto. Comprare comunque tenendo in considerazione l’ecologia è possibile, basta affidarsi alle aziende che producono rispettando l’ambiente: per la produzione di cartucce stampanti Samsung, per esempio, si seguono rigidi principi salva-ambiente su diverse linee dal 2004.

Progetto ecologia nelle scuole

I progetti eco-friendly per il recupero delle cartucce esauste in realtà sono stati diversi a partire dal 2012 a opera di diverse aziende ed enti per l’ecologia e la raccolta differenziata. Ricordiamo, per esempio, il progetto Naturalmente promosso da Ambienta e da alcuni rivenditori di cartucce o il Progetto Leonardo di Eco-Recuperi.

La scelta delle cartucce come cavallo di battaglia per insegnare lo smaltimento dei rifiuti è stata fatta perché si tratta di uno dei rifiuti elettronici più diffusi, facilmente trasportabili e che tutti sanno essere recuperabili. Tutti, infatti, oggi hanno una stampante a casa e di conseguenza ogni ragazzo prima o poi può portare la vecchia cartuccia da smaltire nella propria scuola, inserendola nell’eco-box adibito.

I progetti prevedono, infatti, la distribuzione gratuita di box per le cartucce in ogni scuola che abbia aderito. A riempimento la scuola può richiedere il ritiro dei prodotti per tornare ad avere un box vuoto da riempire. A ogni ritiro di prodotti la scuola riceve dei bonus che si trasformano poi in premi o buoni sconto in base al progetto.

L’eco-educazione comincia da piccoli

Dopotutto l’educazione ecologica parte dalle generazioni più giovani che così inizieranno spontaneamente a guardare il mondo nella giusta ottica, per salvaguardarlo. Il tema della raccolta differenziata è stato portato anche in classe per riflettere e discutere insieme in modo attivo, lavorando in gruppo per la partecipazione a concorsi fatti a livello nazionale, come quello previsto dal Progetto Leonardo, per scuole dalla materna alle superiori.

Le scuole aderenti sono state molte da tutta Italia e le adesioni aumentano di anno in anno. Questo perché gli istituti stessi e chi decide per essi ha compreso l’importanza di far riflettere i ragazzi sul tema dell’ecologia e dello smaltimento dei rifiuti al fine di garantire per essi stessi un mondo migliore. Il tema dello smaltimento delle cartucce esauste è, infatti, solo la punta dell’iceberg di un argomento molto, molto più ampio, ma è sufficiente per far comprendere in modo chiaro come funzionano le cose.

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