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Fossanese | venerdì 10 agosto 2018, 16:20

Scuola Calvino: la giunta fossanese replica alla consigliera Riccardi

Riceviamo e pubblichiamo

Gentile direttore,

rispondiamo alla consigliera Riccardi sulla vexata-questio della Scuola Calvino, contando di riuscire a chiarire ciò che quella lettera tende invece a confondere. Lo facciamo come Giunta Comunale in quanto la decisione assunta è stata presa in modo collegiale e all’unanimità a differenza di quanto ipotizzato in modo scorretto dalla Consigliera.

Spiace cogliere che alcuni vivano il ruolo politico non come ricerca di soluzioni condivise, di proposta di alternative, ma di scontro a prescindere, facendo ricorso a parole, toni e registri assai lontani dalle categorie del rispetto e del confronto. Prova ne sia il fatto che, prima ancora di attendere la risposta alla propria (legittima) interrogazione consigliare, già strombazzano ai giornali, con toni che si addicono più alla guerriglia che alla leale collaborazione tra parti dello stesso organo, illazioni gratuite, raccolte dal pettegolezzo di corridoio e da informazioni su Internet.

Venendo a noi, la questione merita di essere ripercorsa, per far comprendere ai cittadini quanto l’Amministrazione (Sindaco in primis) abbia fatto per trovare il giusto (e faticoso) compromesso tra esigenze contrapposte e tra posizioni in alcun modo conciliabili tra le due scuole coinvolte.

I fatti.

  1. Nei mesi di febbraio e marzo 2018 le due dirigenti degli istituti comprensivi A e Sacco si sono scritte missive protocollate (e trasmesse per conoscenza al Sindaco) dai toni non sempre collaborativi, come forse la vocazione educativa dell’istituzione auspicherebbe, nelle quali l’una (Istituto Sacco – prof.ssa Dalmasso) chiede l’immediata restituzione di 2 aule “cedute alle medie di allora sin dal 1999” e l’altra (Istituto A – prof.ssa Calandri) risponde che in relazione all’alta concentrazione di disabili non lo può fare; probabilmente la consigliera Riccardi non era informata di questo particolare aumento di alunni con disabilità: questo succede quando ci si informa da Internet o da voci di corridoio invece di approfondire gli argomenti.

  2. Non riuscendo a trovare tra di loro un accordo, viene nei mesi successivi coinvolta l’Amministrazione Comunale: spazi di trattativa tra le parti, nonostante diversi incontri che hanno messo in gioco Dirigenti e docenti, zero. Merita richiamare che, prima di assumere la decisione definitiva, l’Amministrazione ha coinvolto anche l’Ufficio Scolastico Regionale e il Provveditore agli Studi di Cuneo. Quest’ultimo ha convocato con urgenza, nell’estate, le due Dirigenti per invitarle a trovare una soluzione di compromesso, ma neppure questo tentativo è andato a buon fine.

  3. Il nocciolo della questione riguarda quindi l’ingiunzione da parte della Dirigente Dalmasso alla Dirigente dell’altro Istituto scolastico di restituire due aule (in uso da parte delle scuole medie sin dal 1999) con tanto di scadenza perentoria. Avendo sentito in merito anche l’autorità scolastica provinciale e regionale, si tratta di un atto al di là di ogni legittimità giuridica e fuori da ogni logica amministrativa. Infatti è l’Ente locale il proprietario degli edifici che li consegna alla Dirigente Scolastica pro-tempore (e non viceversa) per programmare l’attività didattica in base agli spazi esistenti. Nessun dirigente può ingiungere di dare o restituire locali non suoi!

  1. Per non parlare del fatto che la circolare ministeriale sulle iscrizioni imponeva alla Dirigente, di non validare iscrizioni in sovrannumero rispetto agli spazi a disposizione" e non di validarle per poi chiedere al Comune di reperire in fretta e furia nuove aule. Cosa accadrebbe, a parti inverse, se a questo punto cambiassimo le carte in tavola, modificando gli spazi che le scuole medie pensavano di avere a disposizione e in base ai quali hanno accettato le iscrizioni?

  1. Non dimentichiamo inoltre che, a differenza di quanto sostenuto dalla Consigliera Riccardi, questa Amministrazione ha già messo a disposizione nel tempo nuovi spazi per la scuola Calvino liberando quelli occupati dagli sbandieratori fossanesi, dalla sede dell’associazione Arcobaleno, e dato la disponibilità a ricavare nuovi spazi nell’attuale segreteria non utilizzata, senza far mai mancare il proprio supporto all’istituzione scolastica. Non si dica quindi che si sono fatte azioni per sfavorire questa o quella scuola a seconda delle simpatie politiche. Sono logiche sicuramente proprie del modo di ragionare della Consigliera Riccardi, ma chi invece sente la responsabilità di governo è mosso da altri criteri: a questa Amministrazione stanno, in egual misura, a cuore tutti indistintamente gli studenti della Città. Sta a cuore il futuro della Calvino esattamente quanto la sorte didattica degli studenti del comprensivo A.

  1. La Giunta ha deliberato seguendo il principio di ragionevolezza (accogliendo peraltro il consiglio espresso dallo stesso Provveditore). Ha trovato le aule necessarie in un complesso rapporto inter-istituzionale con la Provincia – e di questo occorrerebbe forse dar merito, invece di lanciare strali avvelenati – e ha assunto, come in suo legittimo potere, la decisione.

La Scuola Calvino che è in capo all’Istituto Sacco, avrà dunque da settembre le aule aggiuntive (nuove e messe a norma nell’estate, tinteggiate e rese accoglienti) nella sede dell’ITC Tesauro, dove lo stesso Istituto Sacco avrà le aule per ospitare gli studenti della Primo Levi.

Non sarebbe stato possibile – anche per ragioni legate alla gestione del sistema di sicurezza – collocare nella stessa struttura tre ordini di scuola diversi (elementari, medie e superiori, perché così sarebbe stato, Vallauri – comprensivo A – comprensivo Sacco) gestita da tre dirigenti scolastici diversi, come avrebbero invece voluto i suggeritori occulti della consigliera Riccardi.

Insomma l’Amministrazione ha trovato una soluzione, cosa che le due scuole, ognuna con le sue irremovibili condizioni, nel corso dell’anno non sono riuscite a fare. E a settembre le classi avranno inizio regolare.

A proposito di politici privi di spina dorsale, con buona pace per la consigliera, comunichiamo che la decisione della Giunta è assunta ed è irrevocabile. Come scritto alle dirigenti scolastiche siamo disponibili a spiegare le motivazioni ai rispettivi Consigli di Istituto.

Tenere la schiena dritta non vuol dire infiammare polemiche sterili insultando sui blog e sui social, da leoni da tastiera. Questo è facile. Altra cosa è tenerla dritta per percorrere il faticoso cammino del giusto compromesso e della migliore tra le soluzioni possibili, nell’interesse pubblico dell’intera Città. Cosa questa che in coscienza pensiamo di aver fatto.

La Giunta Comunale


P.S. del Vicesindaco – per fatto personale

Voglio rassicurare la consigliera Riccardi: le decisioni di questa Amministrazione vengono assunte TUTTE in modo collegiale e nel pieno rispetto dei ruoli sia istituzionali che funzionali. Annoto che, quando si è a corto di argomentazioni, si tende attraverso la bugia amministrativa ad argomentare con la fantasia, congetturando illazioni gratuite, ora su presunti attriti tra Sindaco e Vice Sindaco, ora sui poteri forti e occulti che influenzano l’azione amministrativa, ora su complotti orditi da forze esterne. L'Amministrazione Sordella, di cui mi onoro di fare parte, ha, magari commettendo anche qualche errore in buona fede, cercato di fare Politica (intesa come il bene della polis) e di onorare il mandato che i cittadini le hanno assegnato, in tempi non facili e in condizioni economiche del paese non certo prospere.

Vincenzo Paglialonga, Vice Sindaco

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