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Politica | sabato 11 agosto 2018, 19:07

Alberto Cirio attacca il ministro Toninelli, ma evita qualsiasi polemica con la Lega

L’eurodeputato forzista fa la voce grossa sulle grandi infrastrutture (Asti-Cuneo e Tav). Forza Italia spera di riuscire a staccare Salvini da Di Maio per ricompattare il centrodestra e tornare al governo

Alberto Cirio attacca il ministro Toninelli, ma evita qualsiasi polemica con la Lega


 


“Il caldo continua a dare alla testa. Il ministro Toninelli la smetta di pontificare dai comodi palazzi romani e venga a vedere in cantiere chi davvero si sporca le mani tutti i giorni a 40 gradi e ad un km sottoterra per dare all’Italia un’opera indispensabile per il nostro futuro”.

Così l’eurodeputato albese Alberto Cirio sul suo profilo social attacca il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, dopo che questi aveva liquidato l’iniziativa di Forza Italia con una caustica battuta “E’ finita la mangiatoia!” per esprimere la propria contrarietà alla prosecuzione della linea ferroviaria ad alta velocità in val di Susa.

Autostrada Asti-Cuneo e Tav sono due cavalli di battaglia su cui Forza Italia sta concentrando le sue attenzioni, facendo addirittura asse col presidente della Regione Sergio Chiamparino, per sostenere infrastrutture che considera cruciali per l’economia del Piemonte e del Nord Ovest.

La partita in corso riveste un aspetto politico rilevante.

Forza Italia attacca a testa bassa il Movimento 5 Stelle evidenziando le contraddizioni presenti nell’esecutivo Conte a proposito di grandi infrastrutture e vari altri temi economici, nella speranza che la Lega stacchi la spina al governo.

Forza Italia ha la necessità di dimostrare al suo elettorato di riferimento, in vista delle elezioni europee del prossimo anno (si voterà col sistema proporzionale puro), che è ancora viva e che sulle questioni cruciali per il Paese ha una visione europeista distinta da quella sovranista di Matteo Salvini.

Tuttavia, gli azzurri sanno che i rapporti di forza oggi sono mutati rispetto a vent’anni fa quando Bossi faceva la voce grossa ma Berlusconi sempre riusciva a ricondurre il Carroccio a miti consigli.

Oggi il rischio di un’Opa della Lega non solo nei confronti dei parlamentari di Forza Italia ma di larga parte del suo stesso elettorato è più che mai incombente e perciò occorre procedere coi piedi di piombo.

A maggior ragione se, come nel caso del Piemonte, il partito di Berlusconi ambisce ad assumere la guida del centrodestra alle regionali.

Cirio non risparmia attacchi ai “grillini” ma evita accuratamente qualsiasi cenno polemico nei confronti della Lega.

Sa bene, infatti, che la candidatura cui aspira – vista l’aria che tira e considerati i sondaggi – dipende più da Salvini che da Berlusconi.

Dal Cavaliere una prima investitura l’ha ricevuta nel momento in cui gli è stato spiegato che non era opportuna una sua candidatura al Senato.

Il via libera da parte del Capitano è meno scontato e richiederà certamente qualche tangibile “prova d’amore”.



Giampaolo Testa

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