/ Cronaca

Che tempo fa

Cerca nel web

Cronaca | lunedì 13 agosto 2018, 11:15

Ordinanza del sindaco di Cuneo Borgna contro l’accattonaggio, “fenomeno organizzato che crea allarme sociale”

Per l’ex consigliere comunale Gigi Garelli si tratta di “una bruttissima pagina per l'Amministrazione della Città”, con “una pericolosa virata nell'orientamento della politica cittadina”. Il sindaco: “L’obiettivo è quello di limitare ciò che invece pare essere un sistema ben organizzato ed articolato, che nulla ha a che fare con la povertà”

Alcuni controlli dei Carabinieri, in un'immagine di repertorio

“È vietato l’accattonaggio molesto, intendendosi come tale la richiesta di elemosina fatta con modalità minacciose, ostinate ed insistenti o irritanti che possa offendere la pubblica decenza, mediante l’utilizzo di suolo pubblico quale “dormitorio”, mediante l’ostensione di piaghe, menomazioni, o simulando disabilità o adoperando mezzi fraudolenti per suscitare l’altrui pietà”.

È quanto stabilito, con un’apposita ordinanza, dal sindaco di Cuneo Federico Borgna, che ha ratificato alcune “misure di contrasto al degrado urbano causato dall’accattonaggio, dal bivacco e dalla mendicità molesta”.

Il divieto imposto dal primo cittadino sarà in vigore all’ingresso – e nelle adiacenze – di ospedali, luoghi di culto e aree cimiteriali, nelle aree monumentali e di pregio storico o turistico, nei parchi ed aree verdi, sotto i portici del concentrico, presso la stazione ferroviaria e le aree adiacenti, nelle piazze, viali e corsi, nelle aree mercatali e destinati a manifestazioni, davanti agli ingressi degli esercizi commerciali e nelle aree di pertinenza dei trasporti pubblici.

Altresì, non sarà permessa la questua e la richiesta di elemosina lungo le strade e ai semafori del centro cittadino, creando intralcio, rallentamento o pericolo alla circolazione stradale. Bandita anche ogni attività che preveda la presenza di minori oppure lo sfruttamento di animali, così come l’installazione sul suolo pubblico di tende o altre strutture precarie per il bivacco.

Non sarà possibile neanche accamparsi sul suolo pubblico con “giacigli, cartoni, materassi, coperte, sacchi a pelo”. L’ordinanza del sindaco vieta anche la detenzione e l’utilizzo di bombole GPL e di strumenti utilizzabili per la cottura o il riscaldamento di pasti e – infine – l’abbandono di rifiuti di qualsiasi genere “su strade, aree pubbliche e loro pertinenze”.

“Dai continui controlli delle Forze dell’ordine – si legge nell’ordinanza – anche a seguito di segnalazioni dei cittadini, è stato registrato negli ultimi tempi un notevole incremento di soggetti che richiedono denaro, a volte anche in forma invasiva, bloccando i passanti e bivaccando”.

Il sindaco, nel suo provvedimento, parla anche di “mendicità molesta svolta ponendo in essere atteggiamenti ripugnanti e indecorosi”, con una situazione “ripresa anche dagli organi di informazione, che genera perdita del senso di sicurezza individuale e la parola che alcuni soggetti possano ledere l’altrui incolumità”.

“Il fenomeno crea allarme sociale”, scrive Borgna che con l’ordinanza mira a “evitare ulteriori conseguenze negative per la sicurezza urbana”, contrastando anche “occupazione abusiva di suolo pubblico, fonti di rischio per la sanità pubblica, danneggiamento, schiamazzi e disturbo della quiete pubblica e danno all’immagina della Città capoluogo di Provincia”.

A chi verrà colto “in flagranza”, oltre alle sanzioni pecuniarie previste (da 25 a 500 euro) e al “ripristino dello stato dei luoghi”, le Forze dell’ordine confischeranno anche “il denaro che costituisce il prodotto della violazione”.

Il provvedimento del primo cittadino ha provocato qualche reazione.

In primis, quella di Gigi Garelli, ex consigliere comunale cuneese e direttore dell’Istituto storico della Resistenza. Garelli ha affidato le sue riflessioni, come sempre più spesso accade, ad un “post” pubblicato sulla sul profilo Facebook.

“Il sindaco di Cuneo – scrive - ha emesso nei giorni scorsi un'Ordinanza contro la mendicità, nonostante a maggio il Consiglio Comunale avesse respinto un'analoga proposta di Ordine del Giorno presentata dal Consigliere di Fratelli d'Italia.

È una bruttissima pagina per l'Amministrazione della nostra Città: in primo luogo per lo schiaffo al Consiglio comunale, poi perché denota una pericolosa virata nell'orientamento della politica cittadina, finora improntata sostanzialmente a un solidarismo sociale di matrice popolare che nei poveri ha sempre visto più persone da sostenere che colpevoli da punire.

Ma soprattutto spaventa l'evidente avvicinamento dell'Amministrazione alle ignobili posizioni di chi è più preoccupato del decoro della città che del malessere delle persone; di chi pensa di risolvere il problema della povertà spostandolo altrove, o peggio nascondendolo sotto il tappeto; di chi vede nella condizione del povero uno spettacolo vergognoso da sottrarre alla vista.

Sentir dire di questi tempi che l'accattonaggio ‘arreca danno all'immagine e al decoro della Città’ da un legaiolo qualunque o da un ministro gialloverde, può anche non stupire più di tanto.

Ma che questa vergogna finisca negli archivi cittadini accanto agli atti pubblici di una Città che ha scritto pagine memorabili di civiltà e di democrazia, è un insulto insopportabile alla storia della nostra Comunità civile, oltre che uno sfregio allo spirito della Costituzione”.

Non dello stesso avviso il sindaco Borgna, che abbiamo raggiunto telefonicamente per una replica alle parole di Garelli.

Mi sembra che Garelli voglia deviare un po’ la cosa. – ci ha detto il primo cittadino – L’ordinanza non è in alcun modo un provvedimento contro la povertà, men che meno un atto che mira a nasconderla.

L’obiettivo è quello di limitare ciò che invece pare essere un sistema ben organizzato ed articolato, che nulla ha a che fare con la povertà o con le modalità utilizzate dagli indigenti per mettere insieme un pranzo o una cena.

Qui ci troviamo di fronte ad un fenomeno organizzato, che arriva da fuori città, e questo non va bene. L’ordinanza è uno strumento per dare avvio ad un sistema di controllo e di presidio del territorio, dove operano le Forze dell’ordine.

Non si tratta di un provvedimento non in linea con i valori della nostra Amministrazione e della nostra Città”.

Nicolò Bertola

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore