Economia
lunedì 13 agosto 2018, 07:00

Con un mini-acquisto salviamo negozi e piccoli comuni

E un paese senza negozio è un paese destinato a morire. La bottega infatti è soprattutto un momento di aggregazione, un punto dove vive la comunità.

Oltre 90 comuni in Piemonte non hanno nemmeno più un negozio. Pian piano anche gli ultimi “commercianti resistenti” sono stati costretti a chiudere; colpa della crisi, della mancanza di clienti e di incassi. E un paese senza negozio è un paese destinato a morire. La bottega infatti è soprattutto un momento di aggregazione, un punto dove vive la comunità.

Ogni saracinesca che viene abbassata definitivamente è un colpo indelebile per gli abitanti, soprattutto gli anziani di quel paese. Andare a comprare anche solo il pane, qualche pomodoro, un po’ di frutta per tanta gente è l’ unico momento di vita pubblica, quotidiana. E magari in quel negozietto di montagna o di campagna si trovano anche le sigarette, il giornale, addirittura le medicine.

Per questo - nello sposare la campagna dell’ Unione dei Comuni di Montagna - l’ impegno che mi prendo (e che trasformo in un invito per tutti) è di fare almeno un acquisto in ogni piccolo paese dove ci troveremo a passare in questa estate. "Compra in valle, la Montagna vivrà" è l’ impegno per tutti noi, per le comunità, per i turisti.

Non è necessario fare una grande spesa, comprate anche solo un pezzo di formaggio locale, un pacchetto di grissini. E’ il gesto che conta. E’ il segno si dà, affinchè quella bottega continui a vivere e a regalare un sorriso, due chiacchiere agli anziani che ancora resistono nei nostri piccoli paesi.

Lo stesso vale per i bar. Fermiamoci, beviamo un caffè, un bicchiere d’ acqua fresca. Il bar nei piccoli centri ha il valore della piazza, dell’ incontro. Perché se muoiono i paesi di montagna è il segnale che il degrado avanza.

UNITI CONTRASTIAMO L’ ABBANDONO DI QUESTE MICROCOMUNITA’. E’ un segno di civiltà.

Beppe Gandolfo

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