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Attualità | 14 agosto 2018, 18:15

San Michele Mondovì torna indietro di un secolo con le nuove vetrine di via Nielli

Posizionate nella parte terminale dei portici, presso i locali di proprietà della famiglia Aimo, rappresentano il primo passo verso la riqualificazione del centro

San Michele Mondovì torna indietro di un secolo con le nuove vetrine di via Nielli

San Michele Mondovì si tuffa nel passato, riavvolgendo il nastro temporale di quasi cent'anni, grazie alle nuove vetrine di via Angelo Nielli, installate giovedì 9 agosto nella parte terminale dei portici, presso i locali di proprietà della famiglia Aimo.

Si tratta, nello specifico, di due vetrofanie, realizzate da "Delta Pubblicità" di Mondovì e volute e finanziate da un gruppo di associazioni locali, che propongono due vedute del paese negli anni Venti e Trenta; in particolare, ad essere rappresentati sono proprio i portici, immortalati nel primo caso verso il centro e nell'altro verso le colline, un tempo interamente ricoperte da vigneti.

Nelle immagini si possono contemplare alcuni frammenti della quotidianità di inizio Novecento, filtrati attraverso precisi dettagli, quali ad esempio una bambina che si reca a piedi verso la scuola e un altro giovane che fa capolino tra le arcate del porticato.

La loro posa, avvenuta in seguito a un efficace lavoro di pulizia eseguito volontariamente dai cittadini Tedo UbertiRita BattaglieriMargherita Ruffa e Olga Mollo, può essere interpretata come un primo passo verso la riqualificazione dell'area centrale di San Michele Mondovì, come spiega il sindaco, Domenico Michelotti: "Le associazioni hanno dimostrato con quest'iniziativa di essere sempre più vicine alla vita dell'amministrazione e di comprenderne le necessità. La nostra idea è quella di creare un vero e proprio itinerario sotto i portici, con tabelloni su cui stampare le istantanee della San Michele che fu, affinché possano essere viste e apprezzate da tutti".

A credere nel progetto e a sostenerlo economicamente sono state la Pro Loco, il centro anziani e pensionati, il gruppo Alpini, la Società Operaia, la delegazione Avas-Fidas, l'associazione "Pescatori sanmichelesi" e, non ultima, la parrocchia.

"Don Beppe Viglione - spiega il primo cittadino - ha fatto da collante e ci ha aiutato ad avviare il progetto. Il suo trasferimento (andrà al "Sacro Cuore" di Mondovì, mentre a San Michele arriverà don Marco Giordanengo, ndr) segna profondamente tutti noi. Io ho scritto personalmente al vescovo Egidio Miragoli, chiedendogli una retromarcia sulla sua decisione: sarebbe un atto di clemenza verso tutti i sanmichelesi".

Non si sa ancora se i proprietari degli spazi di via Nielli, ora abbelliti dalle nuove vetrine, decideranno di affittarli e di restituirli a nuova vita; di certo, constatata la volontà degli amministratori di acuire la vocazione turistica del Comune, la location potrebbe rivelarsi idonea ad ospitare un ufficio turistico o un museo etnografico, che parli di San Michele Mondovì e della sua gente. Semplici suggestioni, per ora...

Alessandro Nidi

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