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Cronaca | 17 agosto 2018, 07:31

Alba, fingevano compravendite per evitare la confisca del camper: nei guai proprietario e acquirenti

Una storia lunga e complessa, ultimo passo di un'attività investigativa "vecchia" di due anni: il proprietario sarebbe un residente di Alba già molto conosciuto alle forze dell'ordine

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Nei giorni scorsi ha subito una svolta la complessa vicenda giudiziaria iniziata quasi due anni fa quando la Procura di Asti – su segnalazione dei Carabinieri della Compagnia di Alba - propose al Tribunale di Cuneo di applicare la sorveglianza speciale e la confisca, preceduta da sequestro di un camper del valore di 70mila euro intestato fittiziamente alla compagna, ad un cittadino residente ad Alba. Costui aveva già avuto problemi con la giustizia penale per diversi fatti di rapina, truffa e furto, non svolgeva alcuna regolare attività lavorativa, frequentava pregiudicati e, al pari dei famigliari, era sconosciuto al Fisco.

Nel novembre 2017 i Giudici di Cuneo respingono la proposta – sequestro e confisca inclusi - perché gli elementi forniti dalla pubblica accusa non vengono ritenuti sufficienti per concludere che la persona sia socialmente pericolosa e che tragga il proprio sostentamento da attività illecite.

Nell’aprile 2018, su ricorso della Procura Generale di Torino, la Corte d’Appello riforma radicalmente la decisione del Tribunale di Cuneo perché secondo i Giudici di seconda istanza questa persona è di elevata pericolosità sociale, con la reiterata commissione di reati contro il patrimonio di indubbia gravità e particolare odiosità e inoltre vive abitualmente almeno in gran parte con i proventi delle attività delittuose. La conclusione è stata che detta persona fosse non solo da sottoporre alla sorveglianza speciale ma che il camper le andasse confiscato: si trattava infatti di bene dal valore del tutto sproporzionato - al pari del tenore di vita dell’interessato- rispetto alle sue entrate lecite pari a zero. E anzi con altrettanta certezza si deve ritenere che il camper sia stato acquistato con i proventi da attività delittuose.

La difesa è ricorsa in Cassazione ma nel frattempo dell’ordine di confisca non poteva darsi esecuzione perché le indagini svelavano come prima ancora dell’udienza dinnanzi al Tribunale di Cuneo il camper avesse iniziato a esser ripetutamente ceduto a terzi.

In particolare i Carabinieri della Compagnia di Alba e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Asti hanno accertato che i tre acquirenti/venditori intestatari in sequenza del camper non fossero obbiettivamente nelle condizioni di far fronte ad un simile costo economico; le cessioni si sono susseguite nell’arco di appena 4 mesi e in parallelo allo svolgersi della procedura dinnanzi ai Giudici di Cuneo e di Torino; dall’importo dichiarato nelle varie compravendite il camper - il cui valore iniziale è di 70mila euro - risulta deprezzarsi progressivamente fino al minimo di 15mila; taluno degli acquirenti/venditori veniva richiesto di prestarsi alla compravendita da parte di persone vicine all’effettivo proprietario – che si trovava agli arresti domiciliari.

Sulla base di tali elementi nel maggio 2018 la Procura di Asti ha aperto un procedimento penale a carico di costui, oltre che degli altri venditori/acquirenti, per il delitto di trasferimento fraudolento di valori punito fino a 6 anni di reclusione. L’ipotesi è che le compravendite siano simulate e messe in atto soltanto per evitare la confisca del camper.

Nel giugno 2018, i carabinieri scoprono inoltre che, nonostante le varie perquisizioni effettuate alla ricerca del camper appena 24 ore prima, l’ultimo acquirente aveva provveduto ancora alla radiazione dal PRA del camper simulando l’esportazione fittizia del mezzo in un paese dell’Europa orientale.

Nel luglio 2018, su richiesta della Procura di Asti, il Gip del locale Tribunale ha ordinato la custodia in carcere sia di quest’ultimo acquirente che dell’effettivo proprietario del camper. Il secondo ha effettuato ricorso contro il provvedimento ma il Tribunale di Torino, nell’agosto 2018, ha confermato il provvedimento ritenendo che costui, in concorso con la compagna ed altri soggetti, abbia posto in essere le condotte che hanno determinato la fittizia esportazione del camper di elevato valore al fine di evitare che il veicolo potesse essere fatto oggetto di una misura ablativa propria del procedimento di prevenzione.

Negli stessi giorni, i Carabinieri che anche ora continuano ad indagare senza soluzione di continuità, sono pervenuti finalmente a rintracciare - lontano dal territorio di Alba ed Asti - il camper che è stato finalmente sottoposto al vincolo di Giustizia.

c.s.

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