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Attualità | 22 agosto 2018, 11:05

Linciaggio di Aigues-Mortes: l'Associazione Piemontesi di Aix en Provence alla cerimonia ufficiale di cordoglio

Il 17 agosto di 125 anni fa, dieci operai italiani vennero linciati da una folla inferocita a causa dei dissapori che si erano venuti a creare durante i lavori per la Compagnie des Salins du Midi

Linciaggio di Aigues-Mortes: l'Associazione Piemontesi di Aix en Provence alla cerimonia ufficiale di cordoglio

Venerdì 17 agosto l’Associazione Piemontesi di Aix en Provence ha partecipato alla cerimonia ufficiale in ricordo degli emigranti italiani uccisi nei pressi della cittadina di Aigues-Mortes in Camargue (Francia), nel 1893, presenti anche il console italiano a Marsiglia Alessandro Del Giovine e il sindaco di San Miniato (Pisa).

Quel giorno di 125 anni fa, dieci operai italiani vennero linciati da una folla inferocita a causa dei dissapori che si erano venuti a creare durante i lavori per la Compagnie des Salins du Midi. I tafferugli, scoppiati già il giorno precedente, proseguirono poi il 17 agosto 1893 e alla fine della giornata, dopo una vera e propria “caccia agli italiani”, accusati di rubare il lavoro ai francesi, si contarono appunto 10 morti e decine di feriti anche in maniera grave.

Due morti accertati erano della provincia di Cuneo: Giuseppe Merlo di San Biagio Centallo e Giovanni Bonetto di Frassino.

Quell’episodio, che giustamente lo storico Enzo Barnabà nel suo libro ha definito “il massacro degli italiani”, sino ad oggi in Francia era sepolto da un imbarazzante silenzio. Monsieur Pierre Mauméjean, sindaco di Aigues Mortes, ha fortemente voluto rimediare a tutto ciò scoprendo una targa commemorativa apposta sul municipio della sua città (nella foto). L’iniziativa è stata presa, come ha ben spiegato il primo cittadino francese nel suo coraggioso discorso, per rendere onore ai 10 operai italiani “la cui sola colpa era quella di voler provvedere alla loro famiglia” grazie al lavoro nelle saline ed anche omaggiare la rettitudine morale ed il coraggio della panettiera che ospitò gli italiani in fuga dal linciaggio nella sua boulangerie, infine ricordare il parroco di allora che cercò di calmare i suoi concittadini.

Per i Piemontesi di Aix – spiega Jean Philippe Bianco, presidente dell’Associazione – essere presenti alla cerimonia è stata un’emozione indescrivibile. Abbiamo assistito ad un esempio di quell’Europa dei popoli che dovrebbe renderci fratelli. Oggi come allora, italiani e francesi sono uniti da profondi legami storici, culturali, sociali che devono indurci a costruire un futuro migliore per tutti noi.

c.s.

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