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Sanità | 22 agosto 2018, 18:45

In Granda il primo caso di West Nile: dimesso dal Carle un paziente punto da zanzara infetta

L'uomo, 66 anni di Fossano, sta bene. Racconta il figlio: “Mio padre è stato punto da una zanzara infetta, molto probabilmente a casa, ma è difficile risalire precisamente al luogo e all'orario”. Il più efficace mezzo di prevenzione è l’utilizzo di rimedi repellenti contro gli insetti

Immagine di repertorio by Pixabay

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Encefalite da West Nile Virus. È il primo caso in Granda ed è stato diagnosticato a un fossanese di 66 anni.

L'uomo ha iniziato ad accusare i primi sintomi sabato 11 agosto: febbre a 40, encefalite forte, disorientamento, tremori, stato confusionale. In data 13 agosto è stato ricoverato al Santa Croce di Cuneo e poi trasferito all'ospedale Carle. Ieri, martedì 21 agosto, è stato dimesso con la raccomandazione di utilizzare repellenti anti-zanzare.

“I sintomi facevano pensare a danni neurologici - racconta il figlio -: si sospettava la meningite. Martedì 14 agosto è stato sottoposto ai test per la West Nile e martedì 21 agosto la diagnosi è stata confermata. Ora mio padre è stato dimesso e sta bene. È stato punto da una zanzara infetta, molto probabilmente a casa, ma è difficile risalire precisamente al luogo e all'orario”.

Che cos'è la West Nile (in italiano virus del Nilo occidentale)? Come riporta l'Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta: “È una malattia infettiva causata da un virus appartenente al genere Flavivirus, isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda e attualmente diffuso in Asia, Africa, Europa e Nord America. L’infezione è trasmessa da zanzare e gli uccelli selvatici fungono da serbatoio. Tra i mammiferi, solo l’uomo e i cavalli possono sviluppare malattia, ma non trasmettere l’infezione. Nell’uomo si presenta spesso come una sindrome simil-influenzale, solo nell’1% dei casi compaiono sintomi neurologici mortali”.

Il più efficace mezzo di prevenzione è l’utilizzo di rimedi repellenti contro gli insetti, in modo da prevenire un’eventuale puntura da parte di insetti portatori del virus.

Spiega il dottor Domenico Montù, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell'Asl CN1: “Il paziente in questione è stato punto da una banale zanzara che gli ha trasmesso il virus della West Nile. La zanzara diventa vettore pungendo un animale infetto (uccelli o cavalli). Nella nostra Asl è il primo caso. Ci tengo a precisare che non c'è trasmissione interumana. L'uomo può trasmettere il virus solo tramite donazioni di sangue. Tanto che sono arrivate da Ministero indicazioni precise sui donatori e sul controllo delle sacche”.

Il virus è già stato segnalato in Piemonte ma è diffuso soprattutto in zona Emilia Romagna e Veneto.

Secondo il portale dell'epidemiologia per la Sanità pubblica a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di Sanità da giugno sono stati segnalati 125 casi umani confermati di infezione da West Nile Virus (WNV). I dati sono aggiornati all'8 agosto 2018: di questi 48 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (22 in Veneto di cui 1 segnalato dalla Regione Friuli Venezia Giulia in un residente ricoverato a Trieste ma che ha soggiornato in Provincia di Venezia, 25 Emilia-Romagna, 1 Lombardia) di cui 2 deceduti (1 in Veneto, 1in Emilia-Romagna), 53 casi come febbre confermata (20 Emilia-Romagna, 33 Veneto) e 24 casi identificati in donatore di sangue (17 Emilia-Romagna, 3 Veneto, 2 Piemonte, 1 Lombardia, 1 Friuli Venezia Giulia).

Cristina Mazzariello

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