/ Agricoltura

Agricoltura | 24 agosto 2018, 07:45

Dalla Regione 10,5 milioni di euro per la promozione dei vini piemontesi nei Paesi extra Unione Europea

L'assessore all'Agricoltura, Giorgio Ferrero: "Un settore già importante per l'export, ma da valorizzare ulteriormente su quei mercati internazionali in cui le nostre eccellenze hanno ancora la possibilità di conquistare nuovi spazi"

La suggestiva immagine di alcuni vigneti a Barolo

La suggestiva immagine di alcuni vigneti a Barolo

La viticoltura piemontese e della provincia di Cuneo si caratterizzano per una qualità molto elevata. Infatti, sul territorio regionale la produzione di vini pregiati raggiunge la soglia dell’80% rispetto a quella complessiva: una delle percentuali maggiori in Italia.

Una qualità altamente controllata e garantita grazie alle 42 Doc e alle 17 Docg. Corrispondente, nel 2017, secondo l’indagine fornita dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo (Ismea), a un valore di produzione di 352 milioni di euro: terza regione italiana per impatto economico. In questo contesto, la provincia di Cuneo riveste un ruolo di straordinaria importanza in quanto le sue 18 denominazioni di origine hanno raggiunto - lo scorso anno - 189,4 milioni di euro di controvalore, portando la “Granda” a conquistare il primo posto in Piemonte e il quinto sul territorio nazionale.

Inoltre, nel panorama della costante crescita dell’export italiano, con consolidate posizioni di vertice acquisite soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, il Piemonte ha contribuito, nel 2017, sempre dai dati Ismea, con una produzione, relativa a Doc e Docg, di 261,7 milioni di euro. Di conseguenza, per il territorio subalpino diventa strategico promuovere ulteriormente il settore legato all’origine, in maniera tale da distinguerlo in virtù delle specificità del luogo di provenienza del vino. Anche perché - ed è una criticità presente nell’intero Paese - c’è una forte frammentazione delle aziende e una difficoltà - da parte loro - a mettersi insieme e a fare sistema. Inoltre, esiste il problema di comunicare in modo efficace la grande diversità e varietà delle produzioni del comparto.

In quest’ottica, la Giunta Chiamparino, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, ha approvato i criteri per l’apertura, a breve, del bando 2018-2019 che, recependo l’indicazione dell’Unione Europea, finanzia la misura Ocm (Organizzazione comune di mercato) sulla promozione del vino nei Paesi extra Ue.  

Obiettivi strategici? Rafforzare la qualità delle produzioni vitivinicole piemontesi attraverso la valorizzazione delle denominazioni di origine, incrementando anche il valore aggiunto dei territori. Stimolare l’aggregazione soprattutto delle micro e piccole aziende per favorire sinergie e sopperire alle frammentazioni e alla piccola dimensione del mondo produttivo piemontese del settore in rapporto al mercato globale. Incrementare il valore delle produzioni regionali così da consentire un migliore posizionamento dei nostri vini nella competizione mondiale, in particolare per le denominazioni meno conosciute e con minori quantità produttive.

Il bando porta in dotazione un finanziamento complessivo di 10,5 milioni di euro. Come  è stato premiato il principio di mettersi insieme? Attraverso le soglie di spesa massima ammissibili e di contributo massimo richiedibile per progetto che incentivano le aziende di piccole dimensioni a unirsi garantendo, nel contempo, al maggior numero possibile di operatori di beneficiare del sostegno. I consorzi di tutela hanno come limiti rispettivamente 2 milioni e 1 milione di euro. Le forme aggregate di almeno 16 produttori, 1.500.000 e 750.000 euro. Quelle da 10 a 15 produttori, 1.000.000 e 500.000 euro. Le aggregazioni da 5 a 9 produttori, 500.000 e 250.000 euro. Quelle da 3 a 4 produttori, 200.000 e 100.000 euro. E’ anche prevista la possibilità per il singolo produttore di presentare una proposta, con i limiti di 50.000 e 25.000 euro.

L’assessore Ferrero: “Nonostante il settore del vino piemontese di qualità segni già numeri importanti è comunque necessario sostenere le azioni capaci di valorizzarlo ulteriormente su quei mercati internazionali dove, per le nostre eccellenze, c’è ancora la possibilità di conquistare altri spazi. Le importanti risorse messe a disposizione delle aziende e dei consorzi con questo provvedimento serviranno ad aiutare le nostre imprese di piccole dimensioni a fare sistema. Così da far conoscere la grande qualità del nostro vino, la sua originalità e la sua importante storia anche in Paesi nei quali, fino ad ora, siamo entrati in misura limitata a causa della forte concorrenza e della bassa conoscenza delle nostre straordinarie denominazioni di origine”.    

Sergio Peirone

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium