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Attualità | 25 agosto 2018, 11:43

Polemiche sulla "Festa Madonna della Neve" a Villanovetta di Verzuolo, il sindaco Panero: "L’area verde Don Belliardo è pubblica"

Il primo cittadino risponde a due lettere pubbliche di Pierluigi Giolitti e Piero Balbo che criticavano eccessi alcolici dei giovani e sforamento di orario: "In una classe dove si presentano atti di bullismo non si chiude la classe ma si correggono gli allievi"

Via Gualtieri a Verzuolo

Via Gualtieri a Verzuolo

In riferimento all'articolo sulla festa patronale “Madonna della Neve” di Villanovetta di Verzuolo in cui l'ex assessore all’Ambiente Pierluigi Giolitti criticava l'operato di amministrazione e organizzatori, ecco arrivare a distanza di giorni la risposta del sindaco Giancarlo Panero.

Pubblichiamo interamente la sua lettera.

"Come Amministrazione Comunale ben volentieri rispondiamo alle due lettere pubbliche dei cittadini, arch Pierluigi Giolitti e Signor Piero Balbo, in merito alla festa patronale “Madonna della Neve” di Villanovetta di Verzuolo.

Intanto precisiamo che molti cittadini e molte famiglie del condominio “I Carpini” pubblicamente o personalmente hanno preso le distanze dalle due lettere, anzi dichiarandosi “favorevoli allo svolgimento della festa patronale”. Ricordiamo che l’area verde Don Belliardo è pubblica e pertanto è diritto di tutti i cittadini, di tutte le associazioni, utilizzarla rispettandone le regole.

Ad esempio in una classe dove si presentano atti di bullismo non si chiude la classe ma si correggono gli allievi, come il prof. Giolitti sa bene.

Non c’è stata negligenza degli organi preposti alla vigilanza anzi, i carabinieri hanno prestato servizio prima in borghese poi in divisa dalle ore 21.00 alle ore 5.00.

Sono stati identificati diversi giovani ed alcuni sanzionati. La sorveglianza da parte dell’organo che autorizza (polizia locale), come conoscono bene i due signori firmatari della lettera che sono stati amministratori locali (assessori), soffre a causa di regole nazionali assurde la carenza di organico e la possibilità di svolgere un adeguato monte ore di straordinario.

Sulle serate le regole sono precise: i suoni alti come volume sono permessi fino alle ore 24.00. Dopo la serata iniziale di musica in cui si è splafonato con l’orario, dietro richiesta di alcuni cittadini, siamo intervenuti sulla pro-loco per far rispettare le regole. La pro-loco ha impegnato un adeguato servizio d’ordine (quattro persone) che controllavano l’area dei festeggiamenti.

Quanto di grave è successo è avvenuto dopo la chiusura dello spettacolo e fuori dell’area.

Condanniamo fermamente gli insulti e i comportamenti dei giovani che, riprecisiamo, sono avvenuti a manifestazione conclusa e fuori dell’area degli spettacoli.

All’apertura dell’anno scolastico inviteremo anche i genitori degli studenti a firmare in Comune (come deciso nell’ultima riunione del Consiglio Comunale) la proposta dell’Anci di introdurre nei programmi scolastici l’ora settimanale di educazione alla cittadinanza (ex educazione civica).

Una osservazione di carattere generale.

Tra i giovani dilaga l’abitudine dell’ubriacatura in “branco”. Lo sballo del sabato sera.

La fascia più a rischio è quella dei 16-17enni che non dovrebbero assumere bevande alcooliche.

Purtroppo già molti undicenni si sentono meno fragili con il bicchiere in mano. Serve più educazione al bere sia in famiglia che a scuola, prima che sia troppo tardi.

Un sentito grazie l’Amministrazione lo rivolge ai volontari delle pro-loco, alle molte associazioni che con impegno, pluralità di idee e molta fantasia organizzativa rendono viva la comunità verzuolese con le varie iniziative e feste nelle zone del paese. Oggi la musica dei giovani non è più solo il liscio.

Cogliamo l’occasione per ricordare che il coro occitano dell’otto luglio a Palazzo Drago ha avuto otto spettatori di cui solo quattro verzuolesi . E’ necessario evolversi cogliendo le emozioni dei giovani.

E’ la musica delle nuove generazioni che deve essere rispettata se esercitata nelle regole concesse. E’ la cultura del popolo".

c.s.

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