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Attualità | 26 agosto 2018, 08:39

Più di venti operatori impegnati nello straordinario salvataggio della donna rimasta ferita ieri su Punta Venezia a Crissolo

Un’operazione delicata resa ancora più difficile dalle condizioni meteo, che ha permesso di dimostrare ancora una volta i livelli di massima competenza e abilità del Corpo

Più di venti operatori impegnati nello straordinario salvataggio della donna rimasta ferita ieri su Punta Venezia a Crissolo

C’è un dato che va oltre la cronaca dell’incidente di ieri (sabato 25 agosto) su Punta Venezia - nel massiccio del Monviso - dove una donna di 35 anni è rimasta seriamente ferita ad una gamba. Ed è quello legato alla straordinaria operazione degli uomini del Soccorso alpino “Monviso”, impegnati per ore in quota per fornire le prime cure a M.M, la 35enne originaria di Pianfei rimasta infortunata.

Più di venti uomini, tra operatori, guide alpine e tecnici di elisoccorso: cattato l’allarme, si sono resi operativi nel giro di pochi minuti dato che il tempo, in questi casi, è davvero prezioso. Nel giro di una mezz’ora i primi soccorritori sono giunti sul luogo dell’incidente, un centinaio circa di metri a valle rispetto alla vetta di Punta Venezia; capito subito la gravità della situazione, dalla Valle Po l’elisoccorso ha condotto in quota un’altra squadra di operatori del Soccorso alpino.

A complicare le già di per sè non facili operazioni di soccorso, le condizioni meteo: la nebbia ha reso impossibile il passaggio dell’elisoccorso dalla Valle Po. Il mezzo aereo, dopo aver recuperato una squadra e un medico dalla Valle Varaita, è dunque sconfinato in Francia sorvolando il Colle dell’Agnello, per poi tornare in Italia - sfruttando uno squarcio tra le nubi - lasciando gli operatori ai piedi del “Coloir del porco”.

Sono attimi concitati. La donna viene immobilizzata in barella e il medico provvede a somministrare i primi farmaci per alleviare il dolore derivante dalla seria frattura alla gamba, ma nel momento in cui le squadre sono pronte per il recupero della barella dall’alto, l’elicottero deve però tornare a Levaldigi per effettuare rifornimento carburante. Poco dopo, il maltempo chiude ulteriormente la sua morsa, rendendo definitivamente impossibile intervenire con mezzi aerei.

Non c’è altra soluzione, dunque, se non quella di trasportare a piedi la barella verso valle. Un’operazione che ha permesso di dimostrare ancora una volta i livelli di massima competenza e abilità degli operatori del Soccorso alpino, che dopo la calata in parete sono scesi barella in spalle sino a Pian del Re, dove nel frattempo sono giunte le ambulanze dell’emergenza sanitaria da Paesana, che hanno trasportato la donna a valle. Proprio a Paesana, infatti, l’elisoccorso atterrato nel campo sportivo era in attesa dell’arrivo dell’alpinista ferita, che è stata elitrasportato all’ospedale Santa Croce di Cuneo.

Il livello di organizzazione dei soccorsi, però, è andato oltre: dal momento infatti che il tecnico di Soccorso alpino presente quotidianamente sull’elicottero è rimasto a lungo impegnato su Punta Venezia, un nuovo tecnico è entrato in azione, in modo tale da garantire la piena operatività del mezzo aereo.

A Pian del Re, nel frattempo, è giunto anche Walter Rattalino, capo della quattordicesima delegazione del Soccorso alpino, che ha seguito in prima persona le operazioni. “Quello di ieri - commenta - è stato un grandissimo intervento che prima di tutto ha dimostrato un’enorme coesione tra le varie squadre intervenute. Non conta che esse fossero della Valle Po o della Valle Varaita. La soddisfazione di vedere, nel vero senso della parola, come il nostro lavoro abbia permesso di salvare una vita ti rende davvero orgoglioso di far parte del Soccorso alpino. A tutti gli operatori intervenuti vada il mio ringraziamento per lo splendido e faticoso intervento.”

Nicolò Bertola

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