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Attualità | martedì 11 settembre 2018, 14:05

"Uniti, scriviamo al Governo": la mossa di sindaci e amministratori monregalesi dopo la tragedia di Genova (FOTO)

L'iniziativa è nata a margine di un incontro tenutosi presso il municipio di Mondovì nella mattinata di oggi, martedì 11 settembre, in seguito alla richiesta di verifica e monitoraggio delle opere pubbliche da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: "Chiediamo azioni coordinate e maggior chiarezza sugli obiettivi da perseguire"

Si è tenuta nella mattinata di oggi, martedì 11 settembre, presso il municipio di Mondovì, una conferenza stampa indetta a seguito della richiesta di verifica e monitoraggio sullo stato di conservazione e manutenzione di ponti, gallerie, viadotti e strade di competenza comunale, avanzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nelle passate settimane.

Un incontro di elevato interesse pubblico, al quale hanno partecipato non soltanto i padroni di casa (il sindaco della città del Belvedere, Paolo Adriano, e l'assessore Sandra Carboni), ma anche primi cittadini o amministratori dei Comuni di Vicoforte, Pianfei, Villanova Mondovì, Marsaglia, Monastero di Vasco, Cigliè, Caprauna, Niella Tanaro, Magliano Alpi, Morozzo, Margarita e Montezemolo.

Ad aprire il dibattito è stato proprio il primo cittadino di Mondovì, Adriano: "Dopo la tragedia di Genova - ha dichiarato - il Governo si è mosso celermente per chiedere ai sindaci una ricognizione dello stato delle infrastrutture che insistono sui Comuni, stilando una graduatoria delle priorità e quantificando la spesa per ogni singolo intervento. La necessità di effettuare un monitoraggio, naturalmente, è condivisibile, ma a destare parecchie perplessità è stata la tempistica: ci è stato chiesto di svolgere in cinque giorni un lavoro che, invece, dovrebbe essere eseguito con scrupolo. Pertanto, per quanto concerne Mondovì abbiamo effettuato semplicemente una ricognizione a vista, dal momento che i nostri uffici non dispongono di competenze in grado di assicurare indagini più specifiche. Inoltre, non abbiamo espresso le valutazioni economiche richieste, in quanto avremmo dovuto scrivere cifre a caso e abbiamo preferito ammettere di non poterle quantificare"

MONDOVÌ: OPERE URGENTI - La parola è quindi passata all'assessore Carboni, che ha illustrato ai presenti la panoramica degli interventi che il Comune, successivamente alla ricognizione a vista di cui sopra, affidata a due squadre supportate da ingegneri strutturisti, ha riconosciuto come "urgenti": "Le situazioni prioritarie riguardano indubbiamente i bastioni a sostegno di via Marchese d'Ormeai bastioni di via Gasdotto lungo l'argine del torrente Ellero, dove si è rilevata un'inclinazione della parete (necessari intervento di pulizia della vegetazione e istituzione del divieto di transito ai veicoli superiori ai 35 quintali), il muro di contenimento di via Bertone (proposti l'eliminazione del passaggio pedonale e il divieto di fermata degli autoveicoli), la scarpata di sostegno di via San Giovanni dei Govoni, i bastioni in pietre e mattoni di via Garelli (rilevato un principio di ribaltamento), il dissesto del versante Nord di Piazza sotto l'ex ospedale (occorre una pulizia della vegetazione lungo l'intero versante per verificare lo stato delle opere, ma il dissesto è già costantemente monitorato dall'ARPA), la strada di Santa Maria in località Garzegna, dove esiste una frana (già accantonata una somma per finanziare la realizzazione di una scogliera) e la strada Valle Ellero, ai confini con il Comune di Bastia Mondovì, soggetta a erosione spondale".

MONDOVÌ: OPERE NON URGENTI - Parallelamente a questo discorso sono state individuate anche le opere non urgenti, ma che comunque il Comune di Mondovì intende preventivare. Si tratta soprattutto di interventi di limitazione del transito ai veicoli superiori ai 35 quintali e riguardano il ponte della Madonnina, dove è attualmente in corso da parte della polizia municipale il monitoraggio del traffico pesante, che, a divieto in vigore, sarà deviato sul ponte Nazionale. Stesso destino per ciò che concerne il ponte di vicolo Curazza. In esito a queste rilevazioni, ovviamente, dovrà essere adeguato anche il piano di protezione civile.

COMUNI LIMITROFI - Si sono poi registrati gli interventi di tre sindaci di Comuni monregalesi, in primis quello di Franca Biglio (Marsaglia): "Le tragedie in Italia succedono perché abbiamo strutture che non vengono mai monitorate nel modo giusto - ha affermato -, eccezion fatta per quelle che insistono sul territorio di piccoli e medi Comuni, ove c'è un'attenzione particolare da parte di sindaci e amministratori. Di fronte alla richiesta del Ministero, personalmente ho declinato per iscritto ogni tipo di responsabilità, segnalando che il nostro tecnico è in convenzione con altri 4 o 5 Comuni e che in quel momento era in ferie. Io, inoltre, non mi ritengo in grado di svolgere un simile compito, che comporta non soltanto costi rilevanti, ma anche competenze non comuni". Le ha fatto eco il sindaco di Vicoforte, Valter Roattino"Solitamente una risposta seria segue a una domanda seria e non era certo questo il caso - ha asserito -, dal momento che la richiesta pervenutaci era quantomeno inopportuna nei tempi che ci sono stati imposti. Io ho considerato quella domanda come un semplice censimento dei ponti, nulla di più... In cinque giorni puoi fare solo quello". Infine, la chiosa di Marco Turco (Pianfei): "Le responsabilità che ci competono ce le assumiamo volentieri, ma solo dopo verifiche accurate"

CONCLUSIONI - Al termine dell'assemblea, Paolo Adriano ha riepilogato la situazione e proposto un'iniziativa corale: "Se l'intento di quest'attività di monitoraggio è quello di risolvere le problematiche individuate, occorre anche porsi il problema di come soddisfarle economicamente, in quanto moltissimi Comuni non dispongono di fondi. Una soluzione interessante, ad esempio, potrebbe essere la proposta avanzata nei giorni scorsi da UNCEM di destinare una parte dei proventi derivanti dalle concessioni autostradali agli enti locali per risanare le loro opere. Quello che possiamo fare, tutti uniti, è richiedere al Governo azioni coordinate e maggior chiarezza sugli obiettivi da perseguire, riassumendo il contenuto del nostro incontro in una lettera da far pervenire ai vertici nazionali". Questo, dunque è il prossimo passo che l'intero territorio Monregalese muoverà verso un'unica e unanime direzione, che conduce dritta dritta alla sicurezza e all'incolumità dei cittadini.

Alessandro Nidi

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