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Attualità | mercoledì 12 settembre 2018, 20:15

50 delegati di “Terra madre-Salone del gusto” ospitati dalle famiglie della condotta “Langhe Dogliani Carrù” (FOTO)

Dal 20 al 24 settembre saranno accolti partecipanti dell'evento organizzato da Slow Food provenienti da Marocco, Giappone, Angola e Mauritania

I delegati di Terra madre accolti nella condotta “Langhe Dogliani Carrù”

Ancora una volta le famiglie del territorio cui fa riferimento la condotta Slow Food “Langhe Dogliani Carrù” sono pronte ad aprire le proprie case per ospitare i delegati di diverse parti del mondo che parteciperanno a “Terra madre-Salone del gusto 2018” in programma a Torino dal 20 al 24 settembre.

Una cinquantina di persone provenienti da Giappone, Marocco, Angola e Mauritania saranno accolte tra Dogliani (dove alloggeranno una ventina di loro), Carrù (che consentirà una sistemazione adeguata a una decina) e i paesi limitrofi (gli altri saranno distribuiti tra Farigliano, Clavesana, Belvedere Langhe, Murazzano, Magliano Alpi, Pianfei, Monchiero e Mondovì).

Tutti gli ospiti troveranno sistemazione presso famiglie del luogo; particolarmente appropriata, in particolare, appare la destinazione a Carrù, patria del bollito, di una famiglia di allevatori di manzo Matsusaka, tra le carni più pregiate del Giappone e non solo: nel corso delle serate carrucesi, quindi, non mancheranno spunti per un confronto tra eccellenze del settore zootecnico.

Il feeling tra Giappone e Carrù è già rodato, poiché questa sarà la seconda edizione in cui i delegati nipponici troveranno ospitalità presso la “porta delle Langhe”.

Un legame che si consolida, quindi, e al quale si potrebbe pensare di conferire i crismi dell’ufficialità, qualora l’amministrazione comunale volesse raccogliere la suggestione e assumere l’impegno di attivare un gemellaggio tra Carrù e la delegazione giapponese per la prossima edizione di “Terra madre”, nel 2020.

Intanto proprio la presenza degli allevatori giapponesi nel paese del bue grasso consente di comprendere come dietro al progetto di accoglienza non ci sia solo la lodevole intenzione di dare ospitalità a persone che sono in Italia per “Terra madre”, ma anche la non meno apprezzabile intenzione di creare occasioni di scambio e di confronto su terreni comuni, attraverso cui ognuno può condividere le proprie esperienze e competenze per contribuire a un accrescimento delle conoscenze tanto degli ospitanti che degli ospitati.

Sotto questo aspetto, non meno interessante si prospetta il tempo che chi accoglie trascorrerà con gli altri ospiti, dal momento che tra i delegati ci saranno produttori di cuscus, di datteri, di zafferano di Taliouine, pescatori artigianali, pescatori delle cozze di Aglou, produttori di miele, olio, fichi e cereali dello Jbala e poi docenti, ristoratori, cuochi...

Da un punto di vista geografico, il gruppo più numeroso è quello proveniente dal Marocco, seguito dalla delegazione giapponese, che contempla una quindicina di persone.

Una trentina di delegati arriverà già il 19 sera e molti lasceranno le famiglie la mattina del 25; gli altri arriveranno il 20 sera e lasceranno le famiglie la mattina del 24.

Ogni mattina i delegati saranno raccolti dal bus nei vari paesi (i costi di trasporto sono sostenuti dalle amministrazioni comunali dei paesi ospitanti) e portati a Torino, per fare ritorno alla sera.

L'ospitalità offerta dalle famiglie  consiste nel portarli e prelevarli presso la fermata del bus, nella cena, nel pernottamento e nella prima colazione.

Su otto edizioni della manifestazione, ben sei hanno visto la condotta Slow Food “Langhe Dogliani Carrù” fornire il proprio convinto apporto attraverso l'ospitalità, accogliendo delegati provenienti da Usa, Canada, Gabon, Romania, Etiopia, Giappone, Ghana, Kenya, Moldova, Bosnia, Malta, Portogallo, Spagna, Russia, Tunisia, a cui quest'anno si aggiungeranno, come detto, Angola, Marocco e Mauritania.

Molte delle famiglie che hanno aderito al progetto di ospitalità, avevano già dato il proprio sostegno in passato, a conferma di quanto questa esperienza sia arricchente sotto il profilo umano, poiché si dà un alloggio, ma si ricevono in cambio esperienze di vita altrimenti difficili da incrociare.

Tra chi ha dato la propria disponibilità non mancano nemmeno i neofiti: nuove famiglie che, anche alla luce dei resoconti entusiastici di chi tale esperienza l'aveva già vissuta, ha dato la propria disponibilità di spazi e di tempo. 

“Habitué” dell'accoglienza e novizi, comunque, hanno una cosa in comune: entrambi attendono con ansia l'arrivo dei delegati, per raccontare loro il mondo in cui vivono e, soprattutto, ascoltare il racconto di chi è depositario di un'altra prospettiva geografica, sociale e culturale.

c.s.

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