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Cronaca | mercoledì 12 settembre 2018, 17:29

Melle, ciclista morì cadendo dalla bici: assolto il responsabile dell’ufficio tecnico comunale

Era imputato per omicidio colposo per non aver fatto fare manutenzione alla strada

Melle, immagine di repertorio

Melle, immagine di repertorio

Assolto perché il fatto non sussiste. E’ il dispositivo della sentenza letta ieri dal giudice di Cuneo con la quale B.F., di Venasca, responsabile dell'ufficio tecnico e di manutenzione stradale del comune di Melle, è astato prosciolto dall’accusa di omicidio colposo.

Lorenzo Racca, ciclista saviglianese 85enne, morì il 15 luglio 2013 a seguito di una caduta mentre percorreva con un gruppo di amici, in sella alla sua bici da corsa, la strada che attraversa la frazione Norastra in alta Valle Varaita. Per la Procura il tecnico avrebbe omesso di far effettuare opere di manutenzione stradale che presentava “numerose e profonde buche, fino ad 8 centimetri” e di adottare idonea cartellonistica che indicasse il pericolo. Il ciclista, proprio a causa di una di quelle fosse, era caduto battendo la testa. Trasportato al Cto di Torino, era morto il giorno stesso. Il pm aveva chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione.

L’imputato, difeso dall’avvocato Luca Martino, si era difeso sostenendo che l’ufficio tecnico non aveva il denaro necessario per tale tipo di manutenzione stradale e comunque si trattava di un provvedimento da decidersi in Giunta. Aveva inoltre voluto precisare che non si trattava di una buca, ma di un avvallamento: “Non risulta che nell’estate 2013 quella tratta di strada fosse rovinata. C’erano avvallamenti e imperfezioni a causa del deterioramento per gli agenti atmosferici, tuttavia i ciclisti erano consapevoli della pericolosità nella discesa. I primi due erano passati senza problemi, non si erano fermati per segnalare insidie particolari. In Comune eravamo venuti a conoscenza della buca solo con il recapito dell’avviso di garanzia nei miei confronti, un anno dopo”.

Monica Bruna

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