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Cronaca | mercoledì 12 settembre 2018, 15:41

Neuropsichiatra cuneese a processo per abuso d’ufficio: una madre l'accusa di aver fatto pagare una visita per il figlio che invece era gratuita

L’imputata: “Mai chiesto soldi”

Una madre l'aveva denunciata accusandola di averle fatto pagare una visita per il figlio adolescente, prevista come gratuita dall'ASL di Cuneo. Secondo l'accusa, la dottoressa avrebbe chiesto del denaro dopo aver visitato il ragazzo nel 2013 presso l'ambulatorio in corso Francia a Cuneo. L’imputata è una neuropsichiatra infantile, il reato ipotizzato è di abuso d’ufficio.

Scopo della visita era certificare alcune difficoltà nell'apprendimento del ragazzo sedicenne all'epoca dei fatti. Secondo madre e figlio la dottoressa non lo aveva sottoposto ad nessun test, limitandosi a compilare il certificato per ottenere le agevolazioni nel sostegno scolastico, e al termine della visita aveva chiesto 70 euro.

Secondo Sabina Cabutti, legale dell'imputata, la vicenda è di per se assurda. Il medico, già assolta nel 2016 dal tribunale di Cuneo dall'accusa di truffa e falso per presunto assenteismo, era dirigente di primo livello: perché avrebbe dovuto farsi pagare, non avendo alcun problema economico?

La stessa imputata questa mattina, dopo aver ricordato di non ricordare l’incontro con quella donna e di aver seguito la solita prassi nella visita al ragazzo (“durante il primo incontro non si fanno i test”), ha ribadito di non averle chiesto dei soldi per se’: “Posso ipotizzare di aver parlato di quella cifra consigliando di rivolgersi ad un neuropsichiatra privato vista l’urgenza che avevano del certificato perché l’anno scolastico stava per terminare”.

Il processo è stato rinviato per la discussione il 13 febbraio 2019.

Monica Bruna

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