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Eventi | venerdì 14 settembre 2018, 11:45

A Piasco il dottor Cipriano Bakara racconta la sua esperienza di unico medico presso l’ospedale keniano di Sololo

Il medico è infatti l’unico ad essere in servizio 365 giorni all’anno e 24 ore su 24. Eccezionalmente in visita in Italia per quattro settimane, porterà la sua testimonianza

Questa sera, venerdì 14 settembre, a Piasco, alle ore 21, nella sala polivalente intitolata al dottor Francesco Serra, Paolo Mattio, con la collaborazione del “Gruppo Missionario Sololo Hospital” - una onlus di Manta - propone un incontro libero a tutti con il dottor Cipriano Bakara, da quasi dieci anni l’unico medico dell’Ospedale keniano in servizio 365 giorni all’anno e 24 ore su 24.

L’idea nasce in seguito al viaggio effettuato questa primavera dallo stesso Mattio con altri componenti del Gruppo missionario per l’installazione di alcuni impianti nello stesso ospedale.

Il Sololo Hospital è l’Ospedale della diocesi di Marsabit, situato presso la Missione di Sololo in un’area semidesertica del nord-est del Kenya, a ridosso del confine etiope.

Costruito negli anni ‘60 del secolo scorso, come dispensario annesso alla Missione di Sololo, ad opera dell’allora vescovo di Marsabit, Monsignor Cavallera di Centallo (1909-1990), da oltre un ventennio il Sololo Hospital vive ed opera grazie anche all’impegno di un gruppo di volontari di Manta e del saluzzese e delle risorse economiche e logistiche generosamente donate dai nostri concittadini o dall’otto per mille della chiesa cattolica.

Ora l’Ospedale ha circa 100 posti letto, un medico chirurgo e una cinquantina di dipendenti, tutti locali. 

Il dottor Bakara, in via eccezionale in visita in Italia per quattro settimane, porterà la sua testimonianza e l’esperienza vissuta in quella terra lontana con lo stesso obiettivo degli uomini di buona volontà dei nostri territori: la tutela della salute e della vita umana.

In particolare con l’apertura dei reparti di maternità e pediatria, avvenuta una decina di anni fa,

l’ospedale di Sololo ha azzerato la mortalità nelle gravidanze delle donne keniane contribuendo in modo determinante al miglioramento delle condizioni di vita in generale della popolazione. Passo fondamentale verso un mondo più giusto e dove ogni essere umano possa vivere dignitosamente nei luoghi dove è nato.

Lo scopo della serata è sentirsi dire, direttamente da chi opera tutto l’anno nell’ospedale, come vengono utilizzati i fondi e le attrezzature che molti cuneesi hanno inviato all’ospedale constatando così la validità del filo diretto che unisce il nostro territorio ad una zona così remota e bisognosa di aiuto.

r.t.

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