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Attualità | 15 settembre 2018, 07:30

Salmour, la Provincia chiarisce sulla discarica: "La contaminazione rilevata non è riconducibile a un responsabile"

Riceviamo e pubblichiamo

L'area della discarica di Salmour

L'area della discarica di Salmour

Gentile Direttore,

con riferimento alle notizie pubblicate nei giorni scorsi su alcuni organi di stampa locali, nelle quali veniva riportato come esponenti del comune di Salmour lamentassero una presunta inerzia della Provincia di Cuneo, diffidandola dall’adottare atti che le competono – nello specifico l’ordinanza ai sensi dell’art.244, comma 2 del Testo Unico Ambientale – a seguito di una contaminazione di cromo 6 (Cr VI) riscontrata dal Dipartimento provinciale Arpa di Cuneo nelle acque sotterranee del suddetto comune, in corrispondenza di terreni interessati da un progetto di nuova discarica, si tiene a precisare quanto segue.

- Questa Provincia sta attualmente eseguendo indagini per identificare il responsabile dell’evento di superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) sul sito citato, come previsto dalla normativa ambientale e, nello  specifico, dall’art. 244, comma 2, del D. Lgs. 152/06.

A tale scopo ha coinvolto il Dipartimento provinciale Arpa di Cuneo, chiedendo allo stesso di svolgere specifiche verifiche sul territorio, il Comune e i proprietari dei terreni, ai quali sono stati chiesti approfondimenti da riferire mediante relazione tecnica firmata da professionista abilitato nella specifica materia.

La documentazione richiesta ai vari soggetti risulta pervenuta quasi integralmente alla Provincia che provvederà, appena possibile, insieme al Dipartimento Arpa con il quale collabora fattivamente e costantemente, a trarre le conclusioni del caso. Qualora al termine delle indagini si riesca ad identificare il responsabile della contaminazione verrà adottata l’ordinanza citata.

- Occorre però sottolineare al riguardo che la contaminazione rilevata non è, ad oggi, riconducibile ad un responsabile.

Nelle relazioni di Arpa si legge infatti come “gli approfondimenti eseguiti a seguito di specifica richiesta del Settore Tutela Territorio della Provincia, i nuovi elementi e le ulteriori informazioni acquisite non hanno permesso di identificare il responsabile dell’evento di contaminazione delle acque sotterranee (…).

Quanto sopra anche alla luce del fatto che ad oggi non risulta chiara la natura della presunta contaminazione ovvero non ne sono note le cause”.

- La normativa ambientale, peraltro, non prevede l’emissione dell’ordinanza nei confronti dei proprietari del terreno, ma soltanto nei confronti del soggetto responsabile della contaminazione; tale evidenza è supportata da ampia giurisprudenza.

- Le relazioni Arpa e la documentazione in possesso della Provincia indicano come nell’area sia assente una falda idrica superficiale importante e continua.

I piezometri di monitoraggio (in uno dei quali è stata riscontrata la contaminazione) intercettano modesti acquiferi, probabilmente non in relazione tra loro, presenti all’interno di terreni argilloso-marnosi, poco permeabili.

- E’ necessario evidenziare anche come, secondo quanto contenuto nelle relazioni Arpa, la contaminazione delle acque sotterranee non sia riconducibile alla vecchia discarica quanto piuttosto ad un evento di origine antropica che potrebbe aver interessato il piezometro, il suolo nei suoi pressi, o un laghetto vicino, in un periodo al momento non definito.

- Si deve infine rimarcare che con nota prot. n.65724 del 7 settembre, inviata anche alla Procura della Repubblica, il Presidente della Provincia ha espressamente chiesto al Comune di Salmour di rivalutare le dichiarazioni contenute nella nota prot. n.1384 del 17.8.2018 e di rettificare quanto erroneamente affermato nella stessa.

Grazie,

il Presidente Federico Borgna

Al Direttore

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