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Cronaca | 18 settembre 2018, 16:31

Finto matrimonio per avere il permesso di soggiorno: nei guai un commerciante di Cuneo

Secondo l’accusa l’imputato avrebbe organizzato nozze e procurato lavori come badanti a cittadini extraomunitari

Finto matrimonio per avere il permesso di soggiorno: nei guai un commerciante di Cuneo

Un matrimonio poteva costare dai 7 ai 10 mila euro, un permesso di lavoro invece intorno ai 4 mila euro. Sono i prezzi che A.J., di Cuneo ma nativo della Tunisia, avrebbe chiesto a chi gli chiedeva una mano per ottenere il permesso di soggiorno. L’uomo, un negoziante di frutta e verdura, è a processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Davanti al giudice ha testimoniato un cuneese (ha patteggiato la pena) che nel 2016 aveva sposato una giovane del Marocco: “A.J. l’ho conosciuto perché raccoglievo cassette della frutta da rivendere. Ero in difficoltà economiche e perciò mi chiese di dargli una mano con una persona che aveva bisogno di un permesso di lavoro. Lo avrei assunto come badante di mio padre, che in realtà stava benissimo, ed in cambio mi avrebbero passato i suoi contributi. Dopo un paio di mesi J. mi propose di sposarmi con una ragazza marocchina. Mi diede 800 euro, ci sposammo in comune a Saluzzo”.

Come appurarono in seguito i finanzieri, la giovane non aveva mai abitato dal “marito”. Anzi era fidanzata con un connazionale, sentito dal giudice: “Lei aveva bisogno del permesso di soggiorno, pagò a A.J. 5.000 euro, l’ho riconosciuto sulle foto segnaletiche”.

La giovane aveva lavorato come badante di un’anziana cuneese. Il figlio ha ricordato che era stata a casa dei genitori pochi mesi, e di aver saputo che nel frattempo si era sposata: “Aveva la residenza a Cuneo, ma sovente l’ho accompagnata alla fermata dei bus per andare a Saluzzo”.

L’udienza è stata rinviata a febbraio 2019 per la discussione.

Monica Bruna

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